giovedì 5 maggio 2016

Panna di mele alla grappa e croccante di pistacchio



La panna di mele è una ricetta con una importante storia di famiglia alle spalle, colgo l'occasione di raccontarvela contestualmente alla nostra uscita a Trento come ospiti dell' Istituto Tutela Grappa del Trentino
Guidata dal giornalista enogastronomico Alessandro Maurilli,  insieme alla mia meravigliosa metà del blog Claudia e alle fantastiche blogger Marta de Il dolce crear e Valentina de Il peperoncino verde siamo partite alla volta della bellissima città di Trento in una calda giornata primaverile.
Il Trentino è meta delle mie vacanze da moltissimi anni, sia nella stagione estiva per depurarci con l'aria di montagna che in inverno per poter usufruire di una delle località più belle del mondo per praticare lo sci.
Quello che non avevo mai fatto, e che adesso diverrà una tappa obbligatoria, sono le visite alle distillerie di grappa; un'esperienza che mi ha estasiato a partire dai racconti dei distillatori che ci hanno trasmesso tutta la loro passione per la creazione di un prodotto qualitativamente eccellente.

Abbiamo visto la distilleria Pezzi, ,  gestita a livello famigliare con tutto l'amore e la cura che solo una famiglia con un grande cuore può avere. Ci siamo sentite accolte come fossimo anche noi parte di questo clan, ci siamo immaginati le notti a distillare la grappa inebriate dal profumo che aleggiava intorno a noi. Abbiamo potuto godere degli sterminati campi di meli in fiore che circondano la distilleria ed è stato uno spettacolo che ci ha commosse. Il mio obiettivo ha potuto cogliere solo in parte la natura incontaminata che ci circondava, spero con questi pochi scatti di farvi scorgere almeno in parte la bellezza del luogo.



Successivamente l'affascinante patron della distilleria Bertagnolli, il signor Beppe Bertagnolli ci ha guidate nella sua azienda dove la tecnologia va di pari passo con la tradizione. Ho scoperto che la grappa può essere distillata a bagnomaria, in questo modo il riscaldamento della vinaccia avviene in modo più graduale e la grappa risulterà più profumata. Ho visto le botti dove la grappa viene messa ad invecchiare e mi è sembrato di vedere un tesoro, un patrimonio culturale che solo in Trentino è possibile ammirare. La grappa qui ha un sapore ed un profumo che mi ha stregata, una volta tornata a casa l'ho sperimentata oltre che al naturale nelle mie ricette del cuore, posto dove si è posizionata con la rapidità dei grandi amori.

Il nostro tour è proseguito facendo quello che è la nostra passione: cucinare!
 Abbiamo avuto la possibilità di farlo con uno cuoco del calibro di Paolo Betti, chef del Rifugio Maranza che ci ha insegnato con grandissima professionalità, ma anche con la semplicità che lo caratterizza, a preparare degli eccellenti canederli .
La sua scelta accurata delle materie prime, la sua voglia di valorizzarle il più naturalmente possibile ha reso questa preparazione tradizionale nuova e ancora più gustosa. 
Il fatto che prima d'incontrarci fosse andato a raccogliere l'ortica per preparare dei canderli particolari mi ha molto colpita, ultimamente siamo abituati a vedere chef che fanno dell'arroganza la loro pietanza principale, la sua modestia e la sua indiscutibile bravura lo rendono  al contrario una persona fuori dal comune che spero di poter incontrare nuovamente. Sotto le foto delle "nostre" creazioni.



Eccomi infine a raccontarvi la mia ricetta del cuore: la panna di mele
Partiamo subito col dire che a dispetto del nome la panna di mele non contiene panna ed ha questo nome solo per l'aspetto pannoso che presenta.
La prime notizie di questa preparazione vengono dai racconti che la  nonna Bruna ha fatto alla mia mamma.
 Siamo a metà degli anni venti quando il  prozio Bruno, primo pasticciere del mio paesello nel cuore della Toscana, decise di sposarsi con la prozia Vera. Fu pensato un banchetto di nozze che potesse essere ricordato nel tempo da tutti gli invitati, la nonna racconta che furono accolti da cioccolata calda servita da brocche in argento e che in terra erano stati disposti confetti a formare un vialetto. Quello che però la colpì fu l'elegantissimo dessert servito a fine pasto prima della torta nuziale, una sofficissima spuma alle mele che aveva la consistenza di una panna ma il sapore e il profumo di frutta che dava quel senso di tradizione che lo zio tanto amava.
Da quel giorno divenne il dessert che ricordava gli eventi famigliari, fu preparato al matrimonio della nonna negli anni trenta, poi a quello dello zio Aldo negli anni cinquanta e per finire a quello della mia mamma nei primi anni sessanta. Ogni volta la semplicità di questa preparazione conquistava gli ospiti che avevano avuto la fortuna di assaggiarlo.
Oggi, per la prima volta, ho convinto la mia mamma a condividere questa ricetta nel  blog 
 Di mio ho apportato solo piccole modiche per pastorizzare l'albume e ho aggiunto la grappa per renderlo ancora più gustoso. Se volete potete servirlo con una spolverata di cannella.


Per la panna di mele ( circa 12 coppe):

1 kg di mele golden o renette
90 gr di zucchero semolato
2 cucchiai di grappa trentina Bertagnolli
2 cucchiai di acqua
1 albume di uovo

Lavare le mele e cuocerle in forno intere e con la buccia per circa 20 minuti ( controllare quando sono morbide). Questo sono fredde raccogliere la polpa e metterla da parte. In una ciotola  o nella planetaria mettere l'albume di uovo.  In un pentolino sciogliere lo zucchero con l'acqua e far cuocere sino ad ottenere uno sciroppo bianco, versarlo sopra l'albume ancora bollente ed incominciare a montare  con una planetaria o uno sbattitore elettrico, unire anche la polpa di mele e la grappa e montare sino a che avrete un composto spumoso con la stessa consistenza della panna montata.

Per il croccante di pistacchio:

100 gr. zucchero semolato
100 gr. pistacchi sgusciati non salati

In un tegame dal fondo alto mettere a sciogliere lo zucchero sino a che non raggiungerà un colore dorato, unire i pistacchi e versare su un piano in marmo unto con olio di semi.  Schiacciare con un matterello e quando è freddo ridurre in piccoli pezzi.

Preparate le coppe decorando con il croccante di pistacchio.







mercoledì 4 maggio 2016

Patè di anatra alla grappa con mele saltate



La magia di un viaggio per me, comincia  dal momento in cui chiudo dietro di me la porta di casa.
Il percorso che mi separa dalla meta lo considero parte integrante della vacanza, godendo appieno di paesaggi, odori e sensazioni che cambiano col passare delle ore.
E' cominciata così la mia esperienza a Trento con la mia metà del blog nonché amica del cuore Simona, ospiti dell' Istituto Tutela Grappa del Trentino per la seconda edizione del Master del Canederlo.
L'idea di imparare a fare i Canederli, sotto la supervisione di uno chef del calibro di Paolo Betti, mi rendeva euforica, come pure mi elettrizzava l'approccio con la Grappa che, francamente, conoscevo assai poco...
Non ero preparata però a quello che mi aspettava....all'odore inebriante che si sente entrando nelle distillerie, la pulizia maniacale di tutto quello che viene a contatto con la vinaccia, all'amore con cui parlano della loro "creatura" i distillatori, dalla più piccola che abbiamo visitato, quella della famiglia Pezzi, alla più grande, quella della famiglia Bertagnolli, una vera e propria industria, dove nonostante le migliaia di bottiglie prodotte, si percepisce la passione del proprietario per il suo lavoro e, sono sicura, per ogni singola goccia di grappa prodotta.
Ho ammirato lo spirito di iniziativa e la forza di carattere di queste persone che non si adagiano mai nel loro lavoro di cui sono maestri, ma trovano il modo, anno dopo anno, di modernizzare un'arte antica, senza stravolgere il risultato.
La storia di una bottiglia di grappa nasce da una vendemmia e dalla sapiente scelta delle vinacce migliori da parte dei maestri distillatori.
La velocità, che male si coniuga nelle altre fasi di lavorazione, in questa prima parte è determinante: le vinacce devono passare più in fretta possibile nei grandi alambicchi di rame per non compromettere il risultato.
Vengono scaldate e portate alla giusta temperatura per sprigionare la parte alcolica che, all'inizio è piuttosto forte e pungente e deve essere scartata; questa fase è chiamata taglio della testa.
Quello che viene dopo è il cuore della Grappa, l'essenza che farà di un ammasso di grappoli, il preziosissimo liquido.
Adesso è il momento di tagliare la coda, la parte finale del processo di trasformazione.
Come diceva una pubblicità di quando ero piccola, "si getta la testa, si getta la coda e rimane solo il cuore", ed è proprio il cuore che viene in mente vedendo la dedizione e l'amore dei distillatori per il loro prodotto.
Vi ho elencato le fasi che più mi hanno colpito e probabilmente avrò tralasciato tanti passaggi importanti e di questo mi scuso, ma spero di avervi trasmesso tutto l'entusiasmo che ha caratterizzato questo breve ma intenso viaggio e magari avervi fatto venire voglia di saperne di più, di partire alla scoperta di una città incantevole alla ricerca dei segreti nascosti in una bottiglia di Grappa che da quel momento in poi, ne sono certa, assaporerete con un altro spirito e altre papille!!!
E dopo tutta questa premessa, la ricetta di oggi non poteva che essere a base di grappa....


Patè di anatra alla grappa con mele :
400 Gr. di petto d'anatra
200 Gr. di fegato d'anatra
200 Gr.  di cipolla bianca
150 Gr.  di pancetta
30 ml di olio extravergine di oliva
70 Gr. di burro
100 ml di grappa trentina Bertagnolli
1 ciuffo di salvia - pepe nero - sale
Affettare sottilmente la cipolla e la pancetta, mettere a rosolare a fuoco  basso in un tegame per circa 15 minuti.
Nel frattempo lavare bene il fegato facendo attenzione che non vi sia il sacchetto con la fiele.  Farlo a pezzetti e metterlo da parte. Togliere la pelle al petto di anatra e fare anch'esso a pezzi di uguale dimensione.
Unire le carni al fondo di cipolla , mescolare ed unire la salvia e far cuocere per 20 minuti circa. Aggiustare di sale e dare un'abbondante spolverata di pepe nero. Alzare la fiamma ed aggiungere la grappa, non deve sfumare del tutto quindi dopo un paio di minuti spegnete il fuoco. Far raffreddare il tutto, togliere la salvia e porre in un mixer. Unire il burro a temperatura ambiente e frullate sino ad avere un composto cremoso. Disporre in una teglia in modo che l'impasto sia alto circa 3 cm. Porre a riposare un frigo per una notte.
Mele saltate:
1 mela Golden del Trentino
20 Gr di zucchero di canna o muscovado
20 Gr di burro
Tagliate a cubetti la mela, mettere in una padella il burro e non appena soffriggere unite le mele e lo zucchero. Far cuocere per pochi minuti affinché la mela rimanga croccante.  Le mele vanno messe calde nel piatto di portata.
Impiattamento:
Con un coppapasta tagliare il patè,  metterlo su di un piatto di portata e decorare con zeste di limone biologico e alcuni grani di pepe rosa. Unire le mele ed un ciuffetto di finocchio selvatico.
Si accompagna con un bicchierino di grappa fredda.

lunedì 18 aprile 2016

Ravioli di grano Saraceno con porri, Gorgonzola e noci.




Dopo varie Domeniche lavorative, finalmente ieri ero a casa.
Quando capita questa "meravigliosa" congiunzione astrale, potete immaginare che ho veramente 1000 cose da fare rimaste indietro nelle settimane lavorative.
I lavori domestici li faccio come se fossi stata morsa dalla tarantola, velocissima ed agitata, per ottimizzare il tempo libero e lasciarmi ore preziose per fare quello che veramente mi piace: passeggiare senza meta, leggere e ovviamente cucinare!!!
Ieri è stata una giornata proficua, sono riuscita a fare tutto ciò che mi ero prefissata, addirittura mi sono cimentata con una delle cose che più amo fare dopo i dolci...la pasta fresca!!!
Avevo a disposizione della farina integrale di grano Saraceno e ho pensato di utilizzarla per fare dei ravioli che in casa mia piacciono tanto ed era un po' che mancavano dalla tavola.
Il ripieno vedeva obbligato l'utilizzo dei porri che avevo comprato in abbondanza, uniti al gorgonzola che a noi piace tanto.
Per il condimento dei ravioli, vista la farcia saporita e calorica, sono andata sul semplice: poco burro, pepe e qualche gheriglio di noce tritato.
E' venuto fuori un primo piatto da leccarsi i baffi!!!

Ingredienti per 6 persone 
Per la pasta
300 gr di farina di grano Saraceno
200 gr di farina 0
5 uova 
un pizzico di sale
Per la farcia
3 porri
250 gr di Gorgonzola
1 cucchiaio di maizena
poca acqua
sale
Per condire
una grossa noce di burro
50 gr di gherigli di noce
pepe q.b.

Mescolare le due farine e formare la fontana sulla spianatoia. Disporre sul bordo il sale.
Aprire le uova nel centro della fontana e con l'aiuto di una forchetta, sbatterle delicatamente, aggiungendo via via un po' di farina fino ad omogeneizzare il tutto, formando un impasto.
A questo punto, aiutandovi con le mani, impastate bene almeno 5 minuti, fino a che non diventa un impasto morbido ed elastico.
Fate riposare avvolto nella pellicola.
Procedete alla preparazione della farcia.
Affettate sottilmente i porri e metteteli a stufare, con poco olio e un goccio d'acqua, in una padella capiente.
Quando sono appassiti e morbidi, unite il cucchiaio di maizena sciolto in poca acqua fredda e mescolate.
Unite il Gorgonzola a pezzetti e lasciate sciogliere mescolando delicatamente.
Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Riprendete il panetto di pasta e, un pezzetto alla volta tiratelo con la macchina per la pasta (se volete, potete farlo anche a mano).
Ogni due strisce di pasta che fate, disponetene una  nella spianatoia e farcitela con dei mucchietti di farcia
distanziati  circa 3 cm l'uno dall'altro.
Coprite con la seconda striscia e con le dita togliete l'aria intorno al mucchietto di farcia.
Ritagliate il raviolo con l'aiuto dell'apposita rotella e continuate così fino alla fine della pasta.
Portate ad ebollizione una capiente pentola d'acqua e cuocete i ravioli per circa 5 minuti.
Scolateli e saltateli in padella con burro fuso e pepe.
Disponete i ravioli nel piatto e cospargeteli con i gherigli di noce tritati.

lunedì 11 aprile 2016

Rotolo al cioccolato e mascarpone




Il mio bambino di 320 mesi è tornato dalla gita, è stato via con la scuola per un'intera settimana e da brava mamma italica sono stata in apprensione per tutto quello che gli sarebbe potuto accadere. Mangerà, dormirà, gli farà freddo???
In realtà non sono così ma il pensiero che il prossimo anno andrà a vivere da solo mi inquieta abbastanza, mi chiedo se sarà in grado di fare quello che fino ad oggi ha dato per scontato o se sentirà la nostra mancanza.
Siccome sono un donnino pratico ho deciso che prima di tutto deve sapersi cucinare qualcosa, non una pasta o una fetta di carne.....  parto dalle basi e gli insegno un dolce ipercalorico ma che fa tanto nonna Alda.
Prima regola della nonna VIA LA BILANCIA!
Per i dolci basta un cucchiaio  e quello che non sta nel cucchiaio di sicuro può essere misurato in un bicchiere. I cucchiai non devono essere rasi e neanche stracolmi, una via di mezzo.
L'importante nella cucina come nella vita è avere occhio per le cose!
Armato di uno sbattitore elettrico il mio piccolo principe sarà in grado di conquistare il mondo della pasticceria casalinga e forse il profumo di dolce gli farà sentire meno la mancanza di casa.







Ingredienti e procedimento per la pasta biscotto al cioccolato:

6 uova a temperatura ambiente
12 cucchiai di zucchero ( 275 gr circa)
5 cucchiai di farina ( 100 gr circa)
1 cucchiaio di cacao ( 20 gr circa)
1 pizzico di sale

Accendere il forno statico a 170°, coprire la teglia ( cm 30 x 40) con carta da forno.

Mettere lo zucchero in una ciotola, unire il sale ed un uovo intero ( tuorlo e chiara ma niente guscio eh!!), aggiungere un altro uovo e continuare a montare. Procedere così sino a che non si saranno usate tutte le uova. si dovrà ottenere un composto molto gonfio e soffice, vi ci vorranno circa 20 minuti.
 Miscelare la farina con il cacao facendo attenzione che non ci siano grumi. Con un mestolo o un paio di forchette mescolare il composto  di uova dal basso verso l'alto mentre si aggiunge la farina ed il cacao poco alla volta facendo attenzione a non  far smontare la miscela di uova e zucchero. Una volta che sarà tutto ben amalgamato versare l'impasto nella teglia ed infornare per 10/12 minuti.
Non appena sfornate, rovesciate il composto su un canovaccio da cucina ed arrotolatelo immediatamente. l
Lasciar raffreddare almeno trenta minuti prima di farcire.


Ingredienti  e procedimento per la farcia e la copertura :
750 gr di mascarpone
100 gr di zucchero a velo
200 ml di Nutella
 1 dito (50 ml) di latte
200 gr, di cioccolato fondente

 Con lo sbattitore elettrico montare il mascarpone con lo zucchero a velo ed il latte per pochissimi minuti.
Aprire il rotolo e spalmare con il mascarpone, scaldare leggermente la nutella per renderla più fluida e cospargere il ripieno. Arrotolate nuovamente e togliete le una fetta per ciascun lato per rendere il dolce più bello a vedersi.
Sciogliere a bagnomaria o nel microonde il cioccolato, versarlo sulla torta.
Far riposare in frigo un paio di ore.



lunedì 4 aprile 2016

Torta con ricotta e nocciole



La bella stagione dovrebbe farmi desistere dalla preparazione di dolci....
L'idea di abitini leggeri e soprattutto la prova costume, mi fanno da deterrente per le preparazioni più golose.
E in effetti mi ero riproposta di evitarli per almeno un paio di mesi, fino all'inizio dell'estate, quando, una fila di compleanni in famiglia, mi avrebbero obbligato piacevolmente a una deroga.
Avevo da tempo in mente di riordinare la dispensa, piena fino all'inverosimile di cose che non sapevo neanche di avere, ed è proprio in questo frangente che mi sono ritrovata in mano due sacchetti di nocciole bellissime, che non sarebbero potute arrivare all'estate e.......l'economa padrona di casa è venuta fuori!!!
Non potevo rischiare di buttare quelle meravigliose nocciole e non mi venivano in mente altro che preparazioni dolci, quindi, con enorme sacrificio.......ho preparato questa torta, ma il vero sacrificio è stato mangiarne una sola, piccola fettina.....


Ingredienti:
Per la base:

220 gr di farina 00
3 cucchiai di latte
2 uova
120 gr di zucchero a velo
120 gr di burro
70 gr di nocciole spellate
un pizzico di sale
Per la farcia:
250 gr di ricotta
120 gr di zucchero
4 dl di latte
30 gr di amido di mais
3 tuorli
3 cucchiai di crema spalmabile alla nocciola
30 gr di nocciole intere

Tostate qualche minuto in forno le nocciole.
Frullatele nel mixer con un cucchiaio di zucchero a velo.
Unite nel bicchiere del mixer il restante zucchero, il burro freddo a pezzetti, la farina e un pizzico di sale.
Frullate velocemente a più riprese in modo da ottenere un composto sbriciolato.
Aggiungete le uova e il latte freddo e frullate ancora fino ad ottenere un composto ben amalgamato.
Formate un panetto ed avvolgetelo nella pellicola; mettete in frigo a riposare per 1 ora circa.
Procedete con la preparazione della crema: montate i tuorli con lo zucchero fino a farli spumosi e chiari.
Unite l'amido di mais e la ricotta ed aggiungete il latte, mescolando bene.
Togliete la pasta dal frigo e stendetela a uno spessore di circa 5 mm.
Foderate con la pasta una tortiera, imburrata e infarinata, facendo in modo che la pasta debordi.
Con un coltello, rifinite il bordo della tortiera.
Bucherellate il fondo con la forchetta, stendete la crema di nocciole su tutta la superficie e disponete sopra le nocciole intere.
Versate la crema di ricotta e cuocete a forno preriscaldato a 180° per circa 40\45 minuti, finchè la superficie non è dorata.
Togliete dal forno e fate raffreddare.



lunedì 14 marzo 2016

Torta Diplomatica




Uno dei miei ricordi indelebili dell'infanzia è legato alla domenica mattina.
Mi svegliavo sempre presto, pimpante e allegra come non lo ero mai nei giorni di scuola, con i rumori familiari e rassicuranti della nonna in cucina.
L'odore del soffritto, che ad alcuni può sembrare disgustoso di prima mattina, a me faceva pregustare una giornata lenta e felice, circondata dalla mia famiglia che nel resto della settimana vedevo in maniera frettolosa.
Noi bambine, avevamo un solo compito, uscire di casa per la Messa e, prima di tornare a casa, fermarsi a comprare le "paste" per il dessert.
Vi immaginate due bambine golose, davanti al bancone della pasticceria con il compito di scegliere non più di sei paste???  Un vero supplizio....le avremmo prese tutte!!!
Se su alcune poteva esserci differenza di gusti tra me e mia sorella, su una non c'erano dubbi di scelta: la "zuppetta" era la preferita da entrambe.
Queste dolcissime paste, con uno strato alto di crema pasticcera e uno di pan di spagna bagnato di Alchermes, racchiusi tra due sfoglie di friabile pasta sfoglia, con tanto di quello zucchero a velo sopra da lasciare nelle nostre bocche dei baffetti deliziosi, di cui andavamo pazze, altro non sono che dei tranci di Torta Diplomatica.
La ricetta è semplice e veloce se comprerete pasta sfoglia e pan di spagna già pronti ma, se volete cimentarvi almeno sul pan di Spagna fatto da voi, seguite i nostri consigli qui.


Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia rettangolare
1 Pan di Spagna già pronto o fatto in casa
2 cucchiai di zucchero
Per la bagna:
1 bicchierino di Alchermes
1 cucchiaio di zucchero
acqua qb
Per la crema pasticcera:
5 tuorli
150 gr di zucchero
400 ml di latte intero
100 ml di panna fresca
20 gr di amido di mais
20 gr di amido di riso

Unire lo zucchero ai tuorli, aggiungere i due amidi e frullare bene con le fruste elettriche.
Portare al punto di ebollizione la panna con il latte, aggiungere le uova montate con gli amidi.
Il composto di uova formerà un tappo sul latte, aspettate che venga bucato dal latte in ebollizione ed a questo punto spegnete il fuoco e cominciate a mescolare energicamente con una frusta.
La crema sarà subito pronta, mettetela in una ciotola, copritela con la pellicola e mettetela  in frigo a raffreddare.
Disponete i due rettangoli di pasta sfoglia in due teglie da forno, bucherellate con i rebbi di una forchetta e cospargete la sfoglia di zucchero.
Infornate a 180° per 15/20 minuti.
Quando anche la pasta sfoglia si è raffreddata procedete con l'assemblaggio della torta.
Posizionate su un vassoio il primo rettangolo di pasta sfoglia, cospargetelo con un generoso strato di crema.
Disponete sopra uno strato di pan di Spagna di circa 2 cm, della stessa misura della pasta sfoglia.
Bagnate il pan di Spagna con l'Alchermes mescolato all'acqua e zucchero, diluendo più o meno a seconda dei gusti e se ci sono bambini in casa.
Continuate disponendo la crema sopra il pan di Spagna e poi l'ultimo strato di sfoglia.
Spolverizzate con tanto zucchero a velo.








                                                                                                                                                                                        










lunedì 7 marzo 2016

Torta buonissima al latte condensato




Ho la fortuna di avere un carissimo amico di famiglia che spesso mi regala dei libri di cucina molto vecchi. Questi volumetti destano in me molta curiosità: mi piace sapere quali fossero le ricette in voga negli anni  '40 e '50 e come esse siano cambiate nel tempo.
L'ultimo libro che ho ricevuto è  "A tavola - ricette di attualità  di Rosalia" del 1944, un delizioso manualetto illustrato che propone una cucina alla portata di tutte le massaie. 
In particolare mi ha colpito  la ricetta per preparare un dolce facilissimo contenente latte condensato.
 Nella mia testa le torte contenenti questo ingrediente erano molto più  recenti, non ripensando che anche la mia mamma mi diceva sempre che nel periodo della guerra, gli americani avevano portato grandi quantità  di latte condensato da distribuire alle famiglie.
In men che non si dica la torta era nel forno e, per non farmi mancare niente, ho deciso di farcirla con una crema al formaggio in pieno American style.
Il risultato è  questa torta soffice e molto gonfia dal sapore delicato. 



Ingredienti per la torta buonissima:
150 Gr. di cacao zuccherato
3 uova grandi
250 Gr di farina 00
1 barattolo di latte condensato zuccherato ( 397 Gr. )
1 bustina di lievito in polvere per dolci
1 pizzico da sale

Procedimento per la torta buonissima:

Accendere il forno statico a 170 gradi, imburrare ed infarinare una tortiera dal diametro di 24 cm.
Montate i tuorli con il cacao, unire la farina e il latte condensato. Montate a neve le chiare con un pizzico di sale ed aggiungerle al composto mescolando delicatamente dall'alto verso il basso.
Qualora le uova non fossero grandi aggiungete all'impasto, subito dopo il latte condensato, 100 ml di latte.
Cuocere per 40 minuti.

Farcia al formaggio spalmabile:

500 Gr di formaggio spalmabile tipo Philadelphia
150 Gr di zucchero a velo
a piacere un po'  di vaniglia
Mescolare gli ingredienti sino ad avere un composto cremoso.
Farcire la torta con la crema e decorare con zucchero a velo.
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