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venerdì 12 aprile 2013

Trippa alla fiorentina

trippa alla fiorentina

Nel nostro blog mancava un piatto tipico come la trippa alla fiorentina, dopo il lampredotto, la ricetta la trovate qui e i grifi per la ricetta cliccate qui, la trippa è uno dei piatti che ha caratterizzato la mia infanzia.

Confesso che quando ero piccolina il nome suscitava in me non poco sgomento ma il profumo che si spargeva per tutta casa vinceva presto le mie reticenze.

La trippa è una delle frattaglie più usate nella cucina tradizionale e in particolare in quella toscana. Trattasi dello stomaco del bovino, ogni regione ha la sua ricetta tipica. In Toscana si cucina prevalentemente come vi spiegherò più avanti ma ci sono alcune eccezioni come l’aggiunta di macinato che è tipica della zona aretina.

Ingredienti per trippa alla fiorentina:

800 gr di trippa già bollita ( quella che trovate in commercio è già così)

1 carota

1 costa di sedano

1 cipolla piccola

1 spicchio di aglio

100 ml di olio extra vergine di oliva

1 scatola di pomodori pelati

sale, pepe

80 gr parmigiano

Procedimento:

Lavate bene la trippa sotto l’acqua corrente, nel frattempo tritate sedano, carota, aglio e cipolla. In un tegame mettere l’olio e le vostre verdure e far rosolare a fuoco basso per almeno 10 minuti.

Quando il soffritto sarà ben appassito aggiungete la trippa tagliata a striscioline. Fatela cuocere nel soffritto per almeno 15 minuti, deve essere quasi colorita. Infine aggiungete i pelati, lasciar cuocere per altri 30 minuti.

Regolare di sale e aggiungere un bel pizzico di pepe.

Prima di servire la trippa calda, unite il parmigiano.

La scarpetta con il pane toscano è obbligatoria!

giovedì 21 febbraio 2013

Frittelle di riso all’alchermes

frittelle di riso alkermes

Se parliamo di ricorrenze siamo ancora lontani dal 19 marzo, giorno di San Giuseppe e festa del babbo, giorno in cui abitualmente si preparano le frittelle di riso. Nelle nostre terre toscane  questa preparazione tradizionale è molto apprezzata e cominciamo a cucinarla già nel periodo del carnevale per arrivare con le padelle sempre accese fino alla primavera.  Ci prepariamo alla prova costume in modo alternativo. Un dolcetto con il freddo, si sa, ci vuole e le frittelle di riso sono cibo antico che preparavano già le nostre nonne e le loro mamme prima di loro. Nella mia famiglia ci sono diverse ricette, con l’alchermes, senza uova, senza latte, con la grappa. Oggi vi propongo quella più tradizionale con gli albumi montati a neve, come faceva la mia nonna Bruna e l’alchermes.

Ingredienti:

200 gr di riso originario

1/2 litro di latte

1/2 litro di acqua

4 uova

50 gr di burro

50 gr di zucchero

70 gr di farina 00

1 dl di alchermes

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci

la scorza di un’arancia bio

olio extra vergine per friggere o olio di arachidi

zucchero semolato .

Mettere a bollire il latte mescolato con l’acqua, quando arriva ad ebollizione salare e mettervi a cuocere il riso con la scorza di arancia. Quando saranno passati almeno 20 minuti ed il liquido sarà quasi completamente assorbito il vostro riso sarà pronto. Sulla cottura del riso ci sono diverse scuole di pensiero, c’è chi preferisce cuocerlo di più ed averlo un po’ più cremoso e spappolato nella frittella e chi invece, preferisce sentire ancora consistenza nel chicco.Comunque il riso deve essere sempre ben cotto e non al dente. Unite al riso caldo il burro e lo zucchero e fate raffreddare bene il vostro composto. Mettete sul fuoco un pentolino alto e non troppo largo con l’olio a scaldare. Aggiungete al riso i tuorli di uovo, la farina, il lievito ed il liquore. Amalgamate bene. Montate le chiare a neve ben ferma, unitele delicatamente al vostro riso. Non appena l’olio sarà pronto e ben caldo cuocete le frittelle. Io adopero due cucchiai per dosare l’impasto. Giratele su loro stesse con delicatezza in modo che cuociano in maniera omogena. Tiratele su con una schiumarola e mettetele su carta assorbente per togliere l’olio in eccesso. Passarle nello zucchero semolato.

lunedì 18 febbraio 2013

Latte alla portoghese

latte alla portoghese

Il latte alla portoghese è uno dei dolci della mia infanzia. La mia mamma ce lo preparava non appena aveva delle uova fresche nostrali , è stato da sempre una delle nostre merende preferite e  un dopo pasto abituale. Uno di quei dolci che si fanno senza impegno, magari mentre si mette in ordine la cucina o si fanno i compiti con i figli.

Il latte alla portoghese, che potrete trovare anche nel mitico libro dell’Artusi, è praticamente come un creme caramel, lo dico per coloro che non sono delle nostre zone e magari non hanno mai sentito questo nome. Io preferisco fare la ricetta della mia mamma. I risultati sono ottimi, è molto semplice e non ha l’aroma del caffè che francamente non amo.

Inoltre la ricetta della mamma ha un grande valore affettivo per me, condividerla con voi è una vera gioia.

Grazie mamma Alda!

Ingredienti per il latte alla portoghese:

4 uova freschissime

8 cucchiai di zucchero ( se le uova sono grandi fateli colmi altrimenti pieni ma non rasi)

1/2 litro di latte intero fresco ( potete utilizzare anche della panna fresca, otterrete un risultato più cremoso)

1 pizzico di sale

la scorza grattugiata di mezzo limone

4 cucchiai di zucchero per il caramello

Procedimento:

In uno stampo metallico mettere 4 cucchiai di zucchero, porre sul fuoco e far sciogliere a fiamma bassissima.

Porre sul fuoco una pentola dove il vostro stampo possa entrare, riempitela di acqua in parte, in modo che una volta che avrete inserito lo stampo esso non venga sommerso. Portate quasi a bollore.

In una ciotola rompere le uova, unire il sale e sbatterle leggermente, incorporare lo zucchero e la scorza di limone. Lavorare il tutto per un paio di minuti. Unire il latte freddo a filo sempre mescolando. Versare il composto nel vostro stampo. Tappare, se non avete un coperchio mettete della pellicola.

Cuocere a bagnomaria per circa 30 minuti.

Togliere dall’acqua e far raffreddare completamente il vostro latte alla portoghese prima di sformarlo.

giovedì 7 febbraio 2013

Francesina: lesso rifatto con le cipolle

lesso rifatto

Il post di oggi è dedicato ad un piatto povero, antico, un piatto che sulle tavole toscane è sempre stato presente: il lesso rifatto con le cipolle o, come viene più comunemente chiamato da queste parti, la francesina. Non è ben chiaro del perché gli sia stato attribuito questo nome, la risposta più probabile è che, vista la  cospicua quantità di cipolle utilizzata, si sia voluto dare a questo piatto un nome quasi aristocratico rifacendoci all’abbondante uso di cipolle nella cucina francese, per mascherare invece una pietanza con umili ingredienti. Fatto sta che spesso, con il lesso o bollito che si voglia chiamare, si prepara questo stufato succulento dove la scarpetta con il pane toscano è obbligatoria.

Quando ero bambina capitava che, tornando da scuola, sentissi l’odore di questo piatto già da in fondo alle scale. Avevo immediatamente quella sensazione di acquolina in bocca, correvo a perdifiato fino in casa,una volta arrivata ero completamente trafelata, con le trecce scaruffate e un’immensa voglia di tuffarmi in un piatto caldo e ristoratore.

Ci sono pietanze come questa che hanno il potere di farti tornare bambino ogni volta che le prepari, ti fanno sentire a casa, oggi li chiamiamo comfort food ma io preferisco il termine piatto della mamma.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta  “la cucina del riciclo” del blog Cucchiaio & pentolone della mia amica Dauly, a dir la verità è lei che mi ha spinto a pubblicare questa ricetta nonostante la foto sia veramente terribile!!

Ci sono ancora 10 giorni per aderire a questa bella e utile raccolta

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Ingredienti per il lesso rifatto con le cipolle: francesina

500 gr di lesso fatto con muscolo di Carne Chianina

800 gr di cipolle dorate

1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro

300 ml di brodo di carne

1 dl di olio extra vergine di oliva

sale, pepe e una grattugiata di noce moscata

Procedimento:

In un tegame caldo mettere l’olio e le cipolle tagliate per il verso della francesina(non parallela al girello), far rosolare a fuoco bassissimo, le cipolle devono diventare morbide, quasi sfarsi senza prendere colore. Vi ci vorranno circa 20 minuti, se si dovessero asciugare troppo aggiungete un pochino di brodo. Unite il concentrato di pomodoro ed il lesso fatto a pezzettini o a fettine piccoline, aggiustate di sale e di pepe. Fate cuocere per circa 40 minuti. Alla fine grattugiare un velo di noce moscata se vi piace il suo profumo. Servite caldissimo

giovedì 1 dicembre 2011

Panino al lampredotto

lampredotto
Ormai ci conoscete a noi ogni tanto piace mettere ricette della tradizione, non solo perché vorremmo che non andassero disperse ma anche perché è ciò che in realtà adoriamo più mangiare.
Dateci un cibo modaiolo e magari lo apprezzeremo ma di sicuro quando avremmo voglia di casa, di calore e di coccole ci dirigeremo verso il nostro cibo di casa.
Oggi vi voglio parlare del panino con il lampredotto cibo di strada per eccellenza dei fiorentini e degli abitanti dei paesi limitrofi.
Il lampredotto è una parte della trippa e per la precisione il quarto stomaco del bovino chiamato anche abomaso, è formato da  una parte magra chiamata gala e una parte più grassa chiamata spannocchia.. lo so. lo so….. se continuo a descriverlo non lo mangerete mai, ma se volete un consiglio fidatevi e provatelo!
Il suo sapore è delicato ed intenso allo stesso tempo ed il fatto di mangiarlo caldissimo renderà il tutto ancora più voluttuoso, se capitate dalle parti di Firenze non dovete assolutamente farvelo sfuggire e, se riuscite a trovare dal vostro macellaio di fiducia un bel pezzo di lampredotto, cucinatelo e rimarrete estasiati!!
lampredottocrudo
Ricetta per il lampredotto:
lampredotto
sedano
cipolla
prezzemolo
carota
chiodo di garofano
pomodorino ( o un cucchiaino di conserva di pomodoro)
sale, pepe
Procedimento:
Mettere in una pentola gli odori come per fare il brodo, il chiodo di garofano lo infilate nella cipolla, unite il lampredotto dopo averlo lavato. Coprite con acqua e fate bollire per almeno un’ora a fuoco dolce, aggiustate di sale.
Ricetta per la salsa verde:
un mazzo di prezzemolo
capperi
tuorlo d’uovo sodo
acciughe dissalate
olio evo
pepe nero
tritate tutti gli ingredienti con una mezzaluna, come vuole la tradizione o altrimenti con il frullatore ad immersione come vuole l’era moderna unendo olio evo fino ad avere una giusta consistenza. Non dovrebbe esserci bisogno di sale vista la presenza delle acciughe ma voi assaggiate e regolatevi di conseguenza!!!
Il lampredotto prima di essere messo nel panino va fatto a fette, mettete anche un po’ di brodo nel pane e infine la salsa verde…se la salsa non vi aggrada  sarà sufficiente olio evo toscano e pepe nero abbondante!!!
Le dosi come vedete sono indicative, dipende dalla quantità di lampredotto che avete a disposizione

sabato 14 maggio 2011

La vera schiacciata alla fiorentina



Ci sono dei sapori e dei profumi che fanno parte di noi, sono il nostro imprinting, segnano la nostra appartenenza ad un gruppo e in special modo ad una famiglia.
Mia mamma è sempre stata una bravissima pasticcera, nipote del più famoso pasticcere del paese, ed in casa nostra i dolci non mancavano mai.
Io ero una scricciolina disappetente e il cibo non aveva su di me lo stesso fascino che ha oggi; solo una torta riusciva a coinvolgermi: la schiacciata alla fiorentina.
Quella vera, fatta con il lievito di birra, con l’antica ricetta dello zio.
Il profumo di questo dolce è per me il profumo di casa ed il suo sapore è il sapore dell’infanzia.
La fetta di torta che mangiavo per consolarmi quando cadevo dalla bici, la torta che non poteva mai mancare ai compleanni arricchita con panna montata o crema.
I miei compleanni erano semplicissimi con qualche bambino intorno ad un tavolo di cucina pieno di torte e pizze fatta dalla mamma, ma in fine era LEI, la schiacciata alla fiorentina che io attendevo come la vera festa. Ricordo che la mangiavamo facendo dei bocconi grandissimi e poi correvamo via di corsa nel prato.
Il tempo è passato, mi sono sposata e mi sono trasferita in un’altra città. Ero molto giovane avevo solo 22 anni e non posso negare che ho sentito molto la mancanza della mamma, dell’aria di casa mia e soprattutto del suo profumo.
Il profumo della torta era un modo per sentirmi più a casa e quindi ho incominciato a prepararla per mio marito che l’ ha subito adorata per il suo delicato sapore.
Un giorno è venuta a trovarmi una mia amica d’infanzia, avevo appena sfornato la mia schiacciata e lei entrando è rimasta un attimo interdetta sulla soglia poi annusando l’aria ha detto che gli sembrava di tornare indietro nel tempo.
Non perderò mai la nostalgia per quei momenti ma oggi che la preparo per i miei bambini penso che anche loro si ricorderanno di questo meraviglioso profumo, della sua sofficità e anche per loro schiacciata alla fiorentina vorrà dire: MAMMA.


Ricetta della schiacciata alla fiorentina dello zio Giorgio:
500 gr di farina
10 gr di lievito di birra (mezzo cubetto circa)
300 ml di  latte
150 gr  strutto
5 cucchiai di zucchero
2 uova
la scorza di un’arancia grattugiata biologica
1 pizzico di sale


Lavorare la farina, lo zucchero, le uova con il lievito sciolto  nel latte. Quando si sarà amalgamato il tutto unire lo strutto poco per volta. Infine il sale.Lavorare bene fino ad ottenere un composto molle ma elastico. Far lievitare coperto sino a quando il composto sarà raddoppiato di volume. Passare un po’ strutto in uno stampo rettangolare e spolverare con un po’ di farina. Versare il composto nella teglia e farla riposare per un’altra ora. Infornare a 180° per 30 minuti.
Sfornare e a piacere farcire con crema o panna montata.
Spolverare la superficie con zucchero a velo.
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