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giovedì 7 febbraio 2013

Francesina: lesso rifatto con le cipolle

lesso rifatto

Il post di oggi è dedicato ad un piatto povero, antico, un piatto che sulle tavole toscane è sempre stato presente: il lesso rifatto con le cipolle o, come viene più comunemente chiamato da queste parti, la francesina. Non è ben chiaro del perché gli sia stato attribuito questo nome, la risposta più probabile è che, vista la  cospicua quantità di cipolle utilizzata, si sia voluto dare a questo piatto un nome quasi aristocratico rifacendoci all’abbondante uso di cipolle nella cucina francese, per mascherare invece una pietanza con umili ingredienti. Fatto sta che spesso, con il lesso o bollito che si voglia chiamare, si prepara questo stufato succulento dove la scarpetta con il pane toscano è obbligatoria.

Quando ero bambina capitava che, tornando da scuola, sentissi l’odore di questo piatto già da in fondo alle scale. Avevo immediatamente quella sensazione di acquolina in bocca, correvo a perdifiato fino in casa,una volta arrivata ero completamente trafelata, con le trecce scaruffate e un’immensa voglia di tuffarmi in un piatto caldo e ristoratore.

Ci sono pietanze come questa che hanno il potere di farti tornare bambino ogni volta che le prepari, ti fanno sentire a casa, oggi li chiamiamo comfort food ma io preferisco il termine piatto della mamma.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta  “la cucina del riciclo” del blog Cucchiaio & pentolone della mia amica Dauly, a dir la verità è lei che mi ha spinto a pubblicare questa ricetta nonostante la foto sia veramente terribile!!

Ci sono ancora 10 giorni per aderire a questa bella e utile raccolta

                                               banner avanzi2

 

Ingredienti per il lesso rifatto con le cipolle: francesina

500 gr di lesso fatto con muscolo di Carne Chianina

800 gr di cipolle dorate

1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro

300 ml di brodo di carne

1 dl di olio extra vergine di oliva

sale, pepe e una grattugiata di noce moscata

Procedimento:

In un tegame caldo mettere l’olio e le cipolle tagliate per il verso della francesina(non parallela al girello), far rosolare a fuoco bassissimo, le cipolle devono diventare morbide, quasi sfarsi senza prendere colore. Vi ci vorranno circa 20 minuti, se si dovessero asciugare troppo aggiungete un pochino di brodo. Unite il concentrato di pomodoro ed il lesso fatto a pezzettini o a fettine piccoline, aggiustate di sale e di pepe. Fate cuocere per circa 40 minuti. Alla fine grattugiare un velo di noce moscata se vi piace il suo profumo. Servite caldissimo

giovedì 10 gennaio 2013

Petto di anatra alla crema di porcini

petto di anatra alla crema di porcini

Le feste sono passate, andate, kaput e come tutti mi sono ripromessa di fare un periodo disintossicante. Però, non appena penso di alimentarmi come una capra di montagna, mi vengono tutte le voglie del mondo. Fra un piatto di finocchi lessi e un succulento secondo di carne non ho dubbi a scegliere quest’ultimo, perchè diciamocelo, la prova bikini è ancora lontanissima e quindi almeno per un mesetto possiamo sgarrare.

Al limite  basta non fare la scarpetta,  accompagnare il tutto con delle verdure e anche la salsetta con un pochino di mascarpone si fa perdonare. Se poi siete diligentissime e attentissime alla dieta mettete da parte questa ricetta per quando avrete ospiti, con poco impegno avrete un piatto strepitoso.

Nella preparazione ho scritto di decorare con  le noci  ma quando ho fatto la foto, sempre all’ultimo momento servendo il piatto in tavola,me le sono dimenticate nel padellino! Voi mettetecele, ci stanno davvero bene e donano un tocco croccante delizioso

Ingredienti:

2 petti di anatra

2 carote piccole

2 coste di sedano

1 cipolla bianca

1 spicchio di aglio

40 gr di funghi porcini secchi

40 ml di cognac

100 gr di mascarpone

100gr di noci

olio etra vergine di oliva

sale, pepe nero macinato al momento

Procedimento:

Affettare grossolanamente tutti gli odori e mettere i funghi secchi a mollo in 200 ml di acqua calda.

In un tegame dai bordi alti mettere l’olio e quando è caldo rosolarci i petti di anatra per pochi minuti. Toglierli dal tegame e farli riposare in un piatto caldo coperto.

Nel tegame metterete gli odori, dopo circa cinque minuti, quando saranno rosolati unire i funghi secchi ed il liquido filtrato con un colino a maglie fittissime.

Far cuocere per circa 10 minuti e poi unire di nuovo il petto di anatra. Far cuocere coperto e a fuoco basso, salare e pepare.

Dopo circa 15 minuti alzare la fiamma, scoprire e sfumare con il cognac, quando sarà evaporato spengete il tutto.

La cottura del petto di anatra dipenda da come vi piace, così verrà ben cotto.

Togliere la carne e riporla in un piatto coperta.

Mettere il fondo di cottura in un mixer e frullare per qualche secondo.

Quando avremmo ottenuto una crema incorporare il mascarpone fino ad avere una salsa omogenea.

Tritare grossolanamente le noci e farle tostare in padella per un minuto.

Al momento di servire scaloppate il petto di anatra, nappate con la salsa e guarnite con le noci croccanti.

giovedì 11 ottobre 2012

Polpettine al merluzzo

polpettine

In casa mia l’argomento pesce con i bimbi è sempre molto spinoso. Quando erano piccoli ne mangiavano in grande quantità ma, con il passare degli anni ,la loro repulsione verso questo alimento è diventata sempre più forte. L’operazione mascheramento a questo punto diventa un obbligo, in questo caso non solo l’ho travestito ma ho cercato di renderlo accattivante anche nella forma.

Queste polpettine le ho preparate in occasione di un corso per bambini promosso dalla LILT in associazione con la dottoressa Barbara Lapini.

Quando ho chiesto ai bambini di impastare la maggior parte si sono rifiutati per la presenza del pesce, una volta che le polpette erano cotte e sistemate però sono stati invogliati ad assaggiare, sono rimasti stupiti in modo molto positivo dal sapore ed in men che non si dica le avevano mangiate tutte.

Per la panatura potete usare ciò che più vi aggrada: sesamo, semi di papavero, nocciole, mandorle, pinoli.

Anche il pesce ovviamente può essere sostituito con la qualità che più vi piace e, se proprio non piace nemmeno a voi, usate del petto di pollo. 

Infine io le ho messe nel forno ma potete friggerle per avere un risultato ancora più gustoso.

Ingredienti:

300 gr di merluzzo fresco

100 gr di patate

1 ciocca di prezzemolo

1 cucchiaio di parmigiano (facoltativo)

1 pizzico di sale

1 uovo

una manciata di semi di sesamo

la scorza di un limone

50 gr di nocciole tritate

Procedimento:

Bollire la patata in acqua salata e schiacciarla con lo schiacciapatate.

Diliscare il merluzzo e tritarlo finemente, va bene anche il mixer.

Quando le patate sono tiepide, unire il merluzzo, l’uovo, il prezzemolo tritato, la scorza di limone ed il parmigiano. Fare un impasto e formare delle palline. Passarle nel sesamo o nelle nocciole. Mettere su di una placca da forno ed infornare a 180° per 10/15 minuti fino a che non sono dorate.

Infilare su dei bastoncini da lecca lecca e servire calde.

giovedì 12 luglio 2012

Coniglio aromatico

coniglio all'aceto

Un’estate rovente come questa non la ricordavo da tempo. Fortunatamente abbiamo avuto la fortuna di passare questo ultimo mese al mare e i tanti bagni ci hanno permesso di sopportare questa anomala calura.

Uno dei problemi rimane però cosa preparare per pranzo, come è ormai noto io sono una carnivora impenitente e anche in estate non posso fare a meno di un po’ di ciccia.

Il coniglio preparato in questo modo è uno dei cavalli di battaglia della mia mamma, è saporitissimo ed appetitoso e si può mangiare a temperatura ambiente.

Dalla prossima settimana sarò più presente da tutte voi ma ricordatevi che avete tempo fino a domani per partecipare al nostro contest Se avessi un ristorante….

 

Ingredienti:

un coniglio lavato e fatto a pezzi

una ciocca di rosmarino

2 spicchi di aglio

1 peperoncino piccante

2 acciughe lavate e dissalate

mezzo bicchiere di aceto

mezzo bicchiere di acqua

un dl di olio evo

Procedimento:

Mettere in tegame poco olio evo con il coniglio a pezzi e farlo rosolare a fuoco piuttosto alto, vi ci vorranno circa 15 minuti. In un mortaio mettere gli aghi di rosmarino, l’acciuga, il peperoncino, sale. Pestare bene il tutto, unire mezzo bicchiere di aceto e mezzo bicchiere di acqua. Incorporare al coniglio già dorato, coprire e far cuocere per almeno dieci minuti.  Servire freddo

domenica 17 giugno 2012

Bocconcini di petto di pollo con dragoncello, pepe rosa e mango…nel sacchetto CUKI.

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L’idea ci frullava per la testa già dalla prima pubblicità che abbiamo visto in tivù…..le novità, in cucina e nella moda ( leggi soprattutto scarpe e borse ) sono per noi un’attrazione fatale!!!
L’opportunità di provarli, invece, ci è stata data grazie all’iniziativa di CUKI e CANNAMELA che hanno invitato 30 foodbloggers a una staffetta culinaria, utilizzando l’ultimo nato di casa CUKI, ovvero il praticissimo sacchetto da forno che, abbiamo scoperto, si può utilizzare sia in forno tradizionale che nel microonde, addirittura nella cottura a bagnomaria, fantastici!!!
In più, per ognuna di noi, c’era una confezione diversa di spezie CANNAMELA e, nel nostro caso, era previsto il dragoncello….gli altri ingredienti e la fantasia a nostra discrezione.
Ci siamo cimentate quindi nei Bocconcini di petto di pollo con mango, dragoncello e pepe rosa.
E’ un piatto adatto alla stagione estiva, per la presenza di un frutto esotico e perché si presta bene ad essere servito sia caldo che freddo.
L’esecuzione, grazie anche alla praticità del sacchetto, è di una semplicità estrema; basta mettere gli ingredienti, senza grassi aggiunti, chiudere seguendo le istruzioni, infornare e il gioco è fatto!
Ecco quindi la nostra ricetta e, ringraziando CUKI e CANNAMELA della bella opportunità, passiamo il testimone a  Silvia del blog diciboincibo.
Ingredienti:
1 petto di pollo
1 cucchiaio di dragoncello CANNAMELA
1 mango
1 limone
1 cucchiaio di pepe rosa
Olio evo
Sale
1 sacchetto forno CUKI
Tagliare a pezzetti piuttosto grossi il petto di pollo, togliendo eventuale grasso, cartilagine e ossicini.
Emulsionare il succo di limone con un cucchiaio di olio, aggiungere il dragoncello e il pepe rosa.
Cospargere con questo composto i bocconcini di petto di pollo e lasciare marinare per un’ora in frigo.
Salare il pollo marinato e versare il tutto, sughetto compreso, nel sacchetto forno CUKI, aggiungendo il mango sbucciato e tagliato a filettini.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 20 minuti, lasciare raffreddare nel sacchetto fuori dal forno per 10 minuti e servire.
E' ottimo anche servito freddo.
maltagliati all'aneto con fave e pecorino 072
                                 

giovedì 12 gennaio 2012

Stufato alla sangiovannese

stufato
Se dovessi scegliere un piatto che mi rappresenti lo stufato alla sangiovannese sarebbe di sicuro il prescelto. Non solo perché   è uno tra i miei cibi preferiti ma  perché è parte integrante della mia storia essendo il piatto tradizionale del mio paese e uno dei cavalli di battaglia culinari della mia mamma.
Questo stufato si prepara tradizionalmente nel periodo di carnevale  a  San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo.  La domenica,nei saloni sotto la Basilica di Santa Maria delle Grazie, vengono preparati delle grandi tavolate dove viene servita questa delizia.
Lo stufato preparato in queste occasioni paesane non è però quello dei miei ricordi, io amo quello preparato dalla mamma che profuma tutta la casa, che ti fa correre a guardare nella dispensa per assicurarti che ci sia un bel pezzo di pane perché qui la scarpetta è obbligatoria.
Il profumo quando cuoce è inebriante, si sentono le spezie, si percepisce il vino e l’aroma corposo del brodo.
Il mio stufato è quello delle infinite discussioni se l’osso di zampa usato per il brodo fosse quello giusto, se il muscolo aveva una giusta consistenza e soprattutto se la quantità di spezie usate fosse quella giusta.
Le spezie e più precisamente il drogo sono la peculiarità di questa preparazione, infatti la miscela si può acquistare solo dalla drogheria del paese che custodisce il segreto della ricetta da moltissimi anni.
Esistono varie storie e leggende legate all’origine di questa pietanza, le più comuni sono due.
La prima ipotesi è che lo stufato fosse già presente sulle tavole dei sangiovannesi già sul finire del 1400, quindi la grande quantità e varietà di spezie sarebbe giustificata dal gusto che imperava in quel periodo storico o, molto più prosaicamente, le spezie servivano a coprire il gusto di una carne non perfettamente conservata.
La seconda storia invece prende come riferimento i primi del 900 quando a San Giovanni Valdarno molti facevano i bullettai ( le bullette sono i chiodi) e, dovendo passare la giornata davanti alla fucina, avevano molto tempo per stare a girare ( o come si direbbe noi “razzolare”) lo stufato.
stufato2
Prima di proporvi la ricetta da me preparata,la ricetta nella versione in rima:
STUFATO DEL CASTEL SAN GIOVANNI
Nello tempo ch’è detto carnevale
alla Basilica, nelle grandi sale,
si riunivano in tempi ormai lontani
per far doni alla chiesa, i parrocchiani.
Racconta una leggenda che una donna,
per onorare meglio la Madonna
fece uno piatto forte e assai drogato
che battezzò col nome di Stufato.
Questa ricetta tanto decantata
da padre in figlio è stata tramandata
e per la gioia di ogni buon palato,
è giunta a noi in original formato.
Se questo piatto buono tu vuoi fare
questi son gli ingredienti da adoprare:
muscolo libbre tre, tagliato a modo
e di osso e zampa a parte, fai del brodo.
Tanto prezzemolo e di cipolle una
fai un bel battuto con la mezzaluna,
vino, olio di oliva, un’impepata,
spezie, garofano e alfin noce moscata.
Indi di coccio un tegam devi pigliare,
ci versi l’olio ma senza esagerare;
perché riesca bene, se ti preme,
metti la carne col battuto insieme.

La ricetta dello stufato  nella versione casalinga:
800 gr di muscolo di zampa anteriore di Chianina fatto a tocchetti
1 dl di olio evo toscano
1 cipolla media
1 bel ciuffo di prezzemolo
1 cucchiaio raso di conserva di pomodoro
1 l di brodo fatto con ossi, zampa di vitello e odori ( la zampa di vitello rende il brodo gelatinoso e funge da collante nello stufato)
osso di zampa, quello che avete usato per il brodo (secondo la mia mamma l’osso migliore è quello di ginocchio)
3 chiodi di garofano
noce moscata
1 cucchiaio di spezie detto “il drogo”
1 bicchiere di vino rosso possibilmente un eccellente Chianti
sale ( poco perchè lo stufato è tirato su con il brodo, quindi  assaggiate)
una generosa quantità di pepe nero macinato al momento

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Procedimento:
In un tegame di coccio mettere l’olio evo, la cipolla tritata, il prezzemolo anch’esso tritato e la carne. Va messo tutto insieme, la cipolla ed il prezzemolo non devono soffriggere a parte.
Far cuocere la carne fino a che non è bella brunita, unire a questo punto la noce moscata, i chiodi di garofano e un cucchiaio di drogo. Aggiungere il vino e far cuocere fino a che non si è assorbito.
Incominciate ad aggiungere il brodo di zampa caldo, nel primo mestolo che aggiungerete scioglietevi la conserva di pomodoro, poi mano mano che si asciuga, aggiungetene altro. La cottura dello stufato dura quattro ore e quindi richiede un po’ di pazienza e di cura da parte vostra.  Un’ora prima della fine della cottura unite i pezzetti di zampa. Prima di spengere aggiustare di sale e aggiungere il pepe in maniera copiosa.

giovedì 1 dicembre 2011

Panino al lampredotto

lampredotto
Ormai ci conoscete a noi ogni tanto piace mettere ricette della tradizione, non solo perché vorremmo che non andassero disperse ma anche perché è ciò che in realtà adoriamo più mangiare.
Dateci un cibo modaiolo e magari lo apprezzeremo ma di sicuro quando avremmo voglia di casa, di calore e di coccole ci dirigeremo verso il nostro cibo di casa.
Oggi vi voglio parlare del panino con il lampredotto cibo di strada per eccellenza dei fiorentini e degli abitanti dei paesi limitrofi.
Il lampredotto è una parte della trippa e per la precisione il quarto stomaco del bovino chiamato anche abomaso, è formato da  una parte magra chiamata gala e una parte più grassa chiamata spannocchia.. lo so. lo so….. se continuo a descriverlo non lo mangerete mai, ma se volete un consiglio fidatevi e provatelo!
Il suo sapore è delicato ed intenso allo stesso tempo ed il fatto di mangiarlo caldissimo renderà il tutto ancora più voluttuoso, se capitate dalle parti di Firenze non dovete assolutamente farvelo sfuggire e, se riuscite a trovare dal vostro macellaio di fiducia un bel pezzo di lampredotto, cucinatelo e rimarrete estasiati!!
lampredottocrudo
Ricetta per il lampredotto:
lampredotto
sedano
cipolla
prezzemolo
carota
chiodo di garofano
pomodorino ( o un cucchiaino di conserva di pomodoro)
sale, pepe
Procedimento:
Mettere in una pentola gli odori come per fare il brodo, il chiodo di garofano lo infilate nella cipolla, unite il lampredotto dopo averlo lavato. Coprite con acqua e fate bollire per almeno un’ora a fuoco dolce, aggiustate di sale.
Ricetta per la salsa verde:
un mazzo di prezzemolo
capperi
tuorlo d’uovo sodo
acciughe dissalate
olio evo
pepe nero
tritate tutti gli ingredienti con una mezzaluna, come vuole la tradizione o altrimenti con il frullatore ad immersione come vuole l’era moderna unendo olio evo fino ad avere una giusta consistenza. Non dovrebbe esserci bisogno di sale vista la presenza delle acciughe ma voi assaggiate e regolatevi di conseguenza!!!
Il lampredotto prima di essere messo nel panino va fatto a fette, mettete anche un po’ di brodo nel pane e infine la salsa verde…se la salsa non vi aggrada  sarà sufficiente olio evo toscano e pepe nero abbondante!!!
Le dosi come vedete sono indicative, dipende dalla quantità di lampredotto che avete a disposizione

giovedì 20 ottobre 2011

Cosce di pollo ripiene con salsa al marsala

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Questo piatto, è il cavallo di battaglia di mia suocera Rita.
Ogni volta che ha ospiti e mi chiede consiglio sul menù, io non ho dubbi…cosce di pollo ripiene e il successo è assicurato!
Le adoro, hanno un sapore delizioso, e quella salsina…..mi imbucherò sicuramente al prossimo invito!
Ingredienti:
4 cosce di pollo disossate ( io ho usato pollo del valdarno)
100 gr di polpa di manzo macinata
50 gr di prosciutto crudo
1 bicchiere di vino bianco secco
1 bicchiere di marsala secco
2 dl di brodo
50 gr di farina
1 cipolla
1 uovo
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
50 gr di pistacchi
rosmarino, salvia
2 cucchiai di pangrattato
olio, sale e pepe.
Rosolare la cipolla affettata molto sottile, unire la carne macinata e fare andare a fuoco vivace.
Quando è cotta, aggiungere il pangrattato, l’uovo, i pistacchi  e il prezzemolo. Salare e pepare.
Distendere le cosce disossate in un piano, foderarle con una fetta di prosciutto, disporre sopra il composto di carne e chiudere le cosce legandole con lo spago.
Mettere le cosce in padella con burro, salvia, rosmarino e rosolare bene da tutti i lati.
Bagnare con mezzo bicchiere di marsala e il vino, fare sfumare e aggiungere poi il brodo.
Nel frattempo fate la salsina.
Ponete nel fuoco un pentolino e stemperate insieme la farina, il marsala rimasto e un bicchiere di brodo.
Mescolare bene, salare a piacere e servire la salsina sopra le cosce di pollo.

giovedì 13 ottobre 2011

I grifi: piatto tradizionale aretino

grifi
Questo piatto che vi presentiamo oggi fa parte della tradizione aretina ed è preparato con il famoso quinto quarto (ovvero le frattaglie) in questo caso, lo dice la parola stessa, adoperiamo il grifo dell’animale ovvero il muso!
So che alcune di voi a questo punto saranno già fuggite altrove ma ,nel nostro blog, ci preme avere anche ricette della tradizione che oramai si stanno perdendo, non essendo le nuove generazioni molto propense a cucinare le  frattaglie.
A conferma di quanto detto sopra vi dico subito che sono stati cucinati da Giorgio, il bravissimo babbo di Claudia.
Vi lascio subito alla sua ricetta:
11/2kg di grifi di vitello
sedano, carota, cipolla e prezzemolo per fare un battuto ( la quantità come dice Giorgio dipende dai gusti) più altri odori per bollire i grifi
1 bicchiere di vino rosso
passata di pomodori o pelati q.b a coprire i grifi
spezie: 7/8 bacche di ginepro, noce moscata, scorza di limone, pepe nero
sale
olio evo
Fare bollire i grifi in acqua e odori per venti minuti (se sono precotti saranno sufficienti 5).
In un tegame mettere olio evo, sedano, carota, cipolla e prezzemolo tritati e far soffriggere.
Aggiungere i grifi scolati e tagliati a pezzetti, farli rosolare a fuoco vivace, sfumare con il vino rosso e unire il pomodoro fino a coprire, salare e speziare nella misura di vostro gradimento.
Far cuocere lentamente a fuoco bassissimo fino a che i grifi non saranno teneri.
Concludo scrivendovi quello che ci ha detto Giorgio:
Se alla fine non fosse di vostro gradimento non vi preoccupate, mandatelo a me che lo aggiusto io!

lunedì 4 luglio 2011

Tortino di patate

tortino elsa
La ricetta di questo sfiziosissimo tortino di patate mi è stata data dalla mia carissima amica Elsa.
Sono tanti anni che frequento la piscina e questo ambiente mi ha dato modo di stringere molte belle amicizie e di carpire tante fantastiche ricette, tra un salto, una pedalata ed una corsa noi riusciamo a raccontarci le nostre vicende quotidiane, ci aggiorniamo sui figli e sulle ultime creazioni  in cucina.
Inutile dire che l’allenamento maggiore l’ho fatto alla lingua, ma chi mi conosce lo sa…non sono una tipina taciturna!!
Ingredienti:
4 patate medie
1 cipolla di tropea grande
1 pomodoro maturo
1 bella manciata di foglie di basilico
100 gr di parmigiano reggiano grattugiato
5 uova
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
olio evo

Procedimento:
Sbucciare le patate, lavarle  e farle a pezzettini piccolissimi di circa un cm, affettare sottilmente la cipolla.
In una padella antiaderente mettere l’olio evo e appena è caldo unire la cipolla, dopo averla fatta rosolare per circa cinque minuti unire le patate e far cuocere il tutto per circa 15 minuti. Aggiustare di sale e pepe.
Nel frattempo sbattere le uova, incorporarvi il parmigiano, il pomodoro fatto a dadini e il basilico spezzettato con le mani.
Porre il composto di patate e cipolle e in una pirofila da forno, coprire con le uova sbattute e mettere in forno già caldo a 180° per quindici minuti o finché non vedete delle piccole macchioline marroni in superficie.
Questo tortino è delizioso sia caldo che freddo!!!

lunedì 23 maggio 2011

Seppie ripiene

seppiaripiena
Tutte le volte che cucino qualcosa di pesce e devo cercare ispirazione vi confesso che penso a Nuccio ed al suo blog “il blog di Max” con questa ricetta che udite, udite ha cucinato il mio maritino pertecipo al suo contest:
max
Io sono un uomo che non ama cucinare, non ho grosse pretese nel mangiare e se nessuno cucina per me mi accontento di pochissimo. Le rarissime volte che cucino mi piace preparare piatti dal sapore robusto magari da gustare insieme agli amici.
Queste seppie me le ha portate un carissimo amico che le ha pescate all’Isola del Giglio, penso di aver reso loro il giusto onore cucinandole in questo modo.
Ingredienti:
2 seppie del peso di circa 400gr l’una
3 fette di pane (circa 100 gr)
1 ciuffo di prezzemolo
1 peperoncino
8 pomodori maturi
1/ 2 bicchiere di vino bianco secco
1 uovo
olio evo
sale
Procedimento:
Pulire la seppie e tenere da parte il sacchettino con il nero. Tritare a mano i tentacoli. Tritare il pancarrè, mettere in una padella un po’ di olio e l’aglio tritato e appena è dorato unire i tentacoli ed il pane sbriciolato. Far cuocere per pochissimi minuti e lasciar intiepidire.
In una ciotola sbattere l’uovo, unire del prezzemolo tritato e il composto che abbiamo saltato in padella, aggiustare di sale e aggiungere un po’ di peperoncino.
Riempire la seppia e chiudere con uno stecchino.
Sbollentare i pomodori per pochi secondi , sbucciarli e farli a pezzettini.
In una padella mettere olio evo e aglio e quando è dorato l’aglio adagiarvi le seppie.  Farle rosolare su tutti i lati , sfumate con il vino ( io non l’ho fatto perché non bevo vino) .Unire i pomodori a pezzetti, un altro po’ di peperoncino, qualche goccia del nero dei sacchetti e il sale.  Far cuocere fino a che i pomodori non si sono addensati,rifinire con  del prezzemolo tritato.
Affettare e servire!!

lunedì 7 febbraio 2011

Involtini di spada con riso venere e filetti di arancia

spadavenerearancia

Mi capita ultimamente, se per ultimamente si possono considerare gli ultimi 14 anni, di soffrire di insonnia; un po’ perché non sono mai stata una gran dormigliona e un po’ perché i miei figli non hanno mai dormito una notte intera senza svegliarsi. Tutto questo succede se si ha la brillante idea di fare figli con quasi 10 anni di differenza e quindi quando il primo è già un ometto autosufficiente di colpo ti ritrovi con un batuffolo che per dormire ti deve stare attaccato come un koala!

Ora vi chiederete cosa c’entra tutto ciò con questi deliziosi involtini….

c’entra perché durante il pomeriggio mi era arrivato un invito da parte del blog de La Banda dei Broccoli di partecipare al loro contest  la Banda declina in arancio e durante la notte, sveglia come un grillo a primavera, mi sono messa a pensare ad una ricetta che potesse appagare il gusto ma non fosse banale.

Il risultato dell’esperimento richiedeva il giudizio dei miei più severi giudici e cioè mio marito e il mio babbino…che dire se lo sono quasi litigato!!!

I filetti di arancia all’interno donano una freschezza incredibile, il gusto morbido del riso venere si lega benissimo sia con il delicato spada che con la marinata e le scorzette danno un tocco leggermente amaragnolo.

Ingredienti:

200 gr di spada affumicato ( il mio era pesce spada di Sardegna affumicato al legno di corbezzolo)

100 gr di riso venere

2 arance bio ( obbligatorio perché utilizziamo anche la scorza)

olio evo

sale

20 gr di burro

Procedimento:

Lessare il riso venere, scolarlo e condirlo con il burro,

Con un riga limoni togliere la scorza all’arance e tenerle da parte. Pelare una delle arance a vito e fare dei filetti.

Costruire gli involtini mettendo all’esterno il pesce spada poi il riso ed al centro il filetto di arancia.

Spremere l’arancia che vi è rimasta e fare un emulsione con olio evo, irrorare con questa i vostri involtini e cospargere di scorzette.

Se volete un risultato più netto, tipo sushi per intenderci, dovete fare un unico rotolo disponendo il pesce spada sulla carta stagnola una fetta accanto all’altra. Spalmare sopra il riso e mettere i filetti di arancia al centro.

Arrotolare strettamente nella stagnola e far riposare in frigo per un paio di ore. Aggiungere la marinata dopo che gli involtini sono stati tagliati e disposti sul piatto

Se volete prediligere l’aspetto estetico provate questa versione altrimenti con il metodo precedente secondo me il gusto è migliore.

Chiaramente con questa ricetta partecipo al contest:

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mercoledì 12 gennaio 2011

Crostata di baccalà e ceci

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Per una cena veloce o un antipasto sfizioso, le torte salate sono per me un’ancora di salvezza.
Avendo sempre i minuti contati, ma amando la compagnia di amici a casa, un asso nella manica sono proprio loro.
La versione che propongo oggi è gentilmente concessa da mia suocera, a cui raramente sono riuscita a carpire ricette perché da brava massaia d’altri tempi fa tutto a “occhio”.
In questo caso ho tradotto “l’occhio” in grammi e il risultato e ottimo!
Ingredienti:
Per la pasta:
150 gr di farina ceci
100 gr di farina bianca 00
1\2 bustina di lievito per torte salate
3 cucchiai di olio evo
sale e pepe
Per il ripieno:
200 gr di ceci lesati
250 gr di baccalà ammollato
Rosmarino
Olio, sale e pepe.
Setacciate le due farine insieme al lievito,sale e pepe; unite l’olio e poca acqua tiepida.
Impastate su un piano infarinato fino ad ottenere una palla elastica e lasciatela riposare avvolta nella pellicola.
Frullate i ceci con un filo d’olio e qualche foglia di rosmarino tritata.
Tagliate il baccalà a carpaccio e conditelo con olio, pochissimo sale e pepe.
Stendete la pasta piuttosto sottile in una teglia foderata di carta da forno, riempite con la crema di ceci livellandola bene e completate con le fette di baccalà.
Girate sopra un filo d’olio e  infornate a 200° per 20 minuti.

lunedì 20 dicembre 2010

Pollo con la panna di Pellegrino Artusi

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Il mio libro “La scienza in cucina” di Pellegrino Artusi, ha le pagine quasi distrutte in corrispondenza delle ricette che ho più apprezzato.

Sfogliandolo in questi giorni, ho visto che tra le ricette inesplorate c’era anche questo pollo….ed ho subito posto rimedio!!!

La riuscita è stata ottima , perciò ve la ripropongo subito…

Ingredienti:

1 busto di pollo di circa 1,2 kg

1\2 cipolla

50 gr di burro

10 gr di farina

3 dl di panna fresca

olio, sale e pepe.

Rosolate il pollo, fatto a pezzi, in una padella con olio. Salate , pepate e fata rosolare bene.

Toglietelo dal fuoco e tenetelo da parte, finirà di cuocere poi.

Tritate la cipolla e fatela appassire con il burro. Unite la farina e dopo, poco per volta, la panna.

Fate andare a fuoco medio per 5 minuti poi unite i pezzi di pollo e terminate la cottura.

Io ho aggiunto una macinata di pepe bianco al momento di servire.

venerdì 3 dicembre 2010

Filetto di maiale con fonduta di fossa e tartufo nero

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Tante volte capita di avere degli ospiti a cena e di non aver tempo il pomeriggio di preparare, questo secondo che vi propongo oltre ad essere buonissimo si prepara anche in poco tempo.
Le materie prime in questo piatto sono fondamentali ma il risultato vi posso garantire è strepitoso
Ingredienti per 4 persone
800 gr filetto di maiale
150 gr formaggio di fossa
300 ml latte
1 tuorlo d’uovo
tartufo nero
olio evo
1 spicchio di aglio
sale e pepe
Preparazione:
Grattugiate il formaggio di fossa e mettetelo nel latte. Tagliate il filetto di maiale in fette spesse circa un cm , in una padella mettete l’olio evo e fate rosolare lo spicchio d’aglio. Appena imbiondisce toglierlo e mettere le fette di filetto. Nel frattempo porre sul fuoco il latte con il pecorino di fossa e far sciogliere, appena raggiunge il bollore spegnere ed incorporare il tuorlo d’uovo.Mescolare fino ad ottenere una salsa omogenea.  Il maiale deve essere cotto bene ( non rinsecchito ma neppure al sangue) salare pepare.  Disporre sul piatto da portata le fette di carne e irrorare con la fonduta. mettere sopra il tartufo a lamelle e servire immediatamente.

lunedì 4 ottobre 2010

Filetto con mele

filetto

Capita spesso in casa mia di non avere niente in frigo, giusto giusto due mele…….e due fettine di filetto.

Così è venuto fuori un piatto niente male, da proporre anche per una cena con ospiti o da rifare anche quando il frigo è stracolmo…..

Ingredienti per 2 persone:

2 fette di filetto di vitello

2 mele (io avevo le golden)

1/2 cipolla

un bicchierino di porto

2 cucchiai di panna

olio evo, sale pepe.

Fare appassire la cipolla affettata sottile in poco olio evo. Aggiungere le mele a pezzetti e rosolare qualche minuto.

Sfumare con il porto e fare cuocere qualche altro minuto.

Frullare metà del composto , aggiungere la panna e unirlo alle mele a pezzetti.

Grigliare il filetto e servire con la salsina di mele a lato, spolverizzando con pepe macinato al momento.

sabato 11 settembre 2010

Salmone in carrozza

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Questa è la rivisitazione del piatto che da bambina mi faceva letteralmente impazzire, e ancora oggi il solo sentirla nominare mi dà un senso di felicità e nostalgia.

E’ proprio lei: “La mozzarella in carrozza”.

Ma la curiosità mi ha portato a provare altre combinazioni e pur restando insuperata quella originale, vi consiglio di provare anche questa versione “golosa”.

Ingredienti per 6 persone:

400 gr. di mozzarella fresca

24 fette di pan carré

12 fettine di salmone affumicato

2 uova

4 filetti di acciuga sott’olio

Pangrattato,latte e olio d’oliva

Togliete la crosta al pan carré, tagliate la mozzarella in 12 fette dello stesso spessore.

Bagnate con poco latte le fette di pane e formate 12 sandwich farcendoli con la mozzarella e le fettine di salmone ripiegate a metà.

Sbattete le uova ed aggiungete i filetti di acciuga schiacciati bene, passate quindi i panini prima nelle uova poi nel pangrattato.

Lasciateli riposare per almeno 15 minuti e friggeteli in abbondante olio caldo finché non sono ben dorati.

Serviteli caldi e filanti.

giovedì 2 settembre 2010

Trancio di spada marinato alle erbe

spada

La mia giornata è sempre una frenetica corsa contro il tempo, e cucinare è uno dei pochi momenti in cui mi rilasso……ma non mi sono concessi più di 15/20 minuti per portare in tavola!!! La fame è brutta!!!

Questa ricetta, se marinata la sera prima, è veloce e gustosa…

Ingredienti per 4 persone:

2 tranci di pesce spada

2 cucchiai di zucchero di canna

2 cucchiai di aceto bianco

2 cucchiai di vino bianco

Rosmarino

Timo

Maggiorana

Semi di finocchio

Sale,pepe e olio evo

Mettere a marinare il pesce spada con sale, pepe,finocchio, timo e maggiorana, coprire con olio e lasciare riposare almeno 2 ore (anche tutta la notte).

Disporre il rosmarino sulla griglia o su una teglia, adagiarvi sopra il trancio e grigliare ungendo con olio della marinata dopo avervi aggiunto lo zucchero, l’aceto e il vino.

Quando il tonno è ben dorato, servire irrorando con la marinata fatta ridurre a fuoco vivace.

Servire con crostoni di pane tostato.

lunedì 9 agosto 2010

Filetto di maiale in crosta di pane

Maiale in crosta di pane

Ve lo avevo detto appena rinfresca un pochino si fa anche la ciccia!!! Oh noi toscani se ne mangia parecchia ma d’estate e con il caldo l’è dura!!!

Il maiale in crosta di pane rientra nella cucina tradizionale familiare, è facile si presenta bene ed è molto gustoso.

Per prepararlo vi occorrono:

un filetto di maiale

400 gr di pasta per pane (250 gr. farina 00, 1 dl acqua, 1 cucchiaio di olio evo, un pizzico di sale, 10 gr di lievito di birra)

100 gr di lardo di colonnata

salvia

rosmarino

aglio

1 chiodo di garofano

olio evo

sale

pepe

Procedimento:

Per prima cosa preparare la pasta da pane: fare una fontana con la farina, mettere al centro l’olio e il lievito; diluire con l’acqua e unire il sale. Impastare bene e mettere a lievitare.

In un tegame mettere poco olio e rosolare bene il filetto di maiale. Far raffreddare la carne, nel frattempo fare un trito con salvia, rosmarino, aglio, il chiodo di garofano, sale e pepe.

Stendere la pasta da pane, mettervi sopra le fette di lardo. Cospargere il maiale con il trito di aromi appoggiarlo sul lardo ed avvolgervelo. Chiudere il tutto dentro la pasta da pane.

Infornare a forno caldo (190°) per 20/25 minuti, comunque fino a che non vedrete che la crosta del pane è dorata. Attendere almeno una ventina di minuti prima di affettare.

Servire accompagnato da patate arrosto.

martedì 29 giugno 2010

Pollo alle mandorle

Il pollo alle mandorle è per me e mio figlio il simbolo della cena per noi due, mio marito non lo ama ed il piccolo e troppo piccolo per la salsa di soia. Noi invece ne andiamo matti. E’ un piatto mooolto semplice, la classica cosa che prepari in pochissimo tempo ma, sarà per l’aspetto o per il gusto vagamente anzi vagantissimamente esotico, riesce sempre a far colpo!! L’ho preparato anche qui al mare ed è riuscito a superare a pieni voti la temutissima “prova mamma”.

Pollo alle mandorle

Vi occorre:

400 gr di petto di pollo tagliato a cubetti o a striscette secondo il vostro gusto

100 gr di mandorle pelate

4 cucchiai di farina di riso

4 cucchiai di olio evo

4 cucchiai di salsa di soia

pepe nero

uno spicchio di aglio

Le dosi sono per circa 3 persone ma sono nelle variabili le proporzioni a secondo del gusto. A me piace con pepe abbondante a mio figlio con salsa di soia abbondante.

Procedimento:

Mettete sul fuoco una padella con l’olio e lo spicchio d’aglio ( a pezzetti se piace o intero se poi volete toglierlo) infarinare i pezzetti di pollo ben bene ed aggiungere quando l’aglio comincia a soffriggere, far rosolare e quando è quasi cotto unire le mandorle. far tostare qualche minuto, unire la salsa di soia cuocere per un altro paio di minuti. Regolare di pepe ma non di sale perchè c’è la salsa di soia e servire!!!

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