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lunedì 3 settembre 2012

Petto d’anatra con pancetta e pistacchi

IMG_0175Ormai lo sapete tutti, non sono una grande fan delle carni in generale o meglio, le cucino raramente e in maniera molto semplice per cui non vale la pena fotografarle e pubblicarle per condividerle con voi.

In famiglia poi, quando porto in tavola la carne, vedo sempre facce scontente e la prima cosa che mi dice mia figlia è: “ma stasera mamma farai qualcosa di buono vero?” e senza neanche aver assaggiato!!! Meno male che non sono una troppo permalosa!!!

Questa volta però, posso dire con orgoglio che ho ricevuto i complimenti dai due critici che temo di più, e la ricetta in questione è semplice ma fantastica, delicata, raffinata e sono sicura che potrà accontentare anche i palati più esigenti.

Ingredienti:

1 petto d’anatra

1 etto di pancetta arrotolata

60 gr di pistacchi

2 cucchiai di olio evo

20 gr di burro

1 bicchierino di Cognac

1 bicchiere di vino bianco

Allargate il petto d’anatra nel piano di lavoro, salatelo, pepatelo e stendete sopra le fette di pancetta.

Tritate i pistacchi con il coltello, un po’ grossolanamente e disponeteli sopra la pancetta, arrotolate il petto d’anatra e legatelo con lo spago.

Fate rosolare in padella con l’olio finché non prende colore, poi trasferitelo in una teglia imburrata e infornate a 200°.

Dopo dieci minuti di cottura bagnate con il Cognac e poi con il vino bianco, continuate a farlo a più riprese man mano che l’alcol evapora.

Dopo circa 40 minuti, togliere dal forno, lasciare raffreddare un po’ e affettare.

Servite il petto d’anatra accompagnato da un’insalatina condita con olio, pistacchi e buccia di limone grattugiata, servendo a parte il fondo di cottura come salsina.

giovedì 12 luglio 2012

Coniglio aromatico

coniglio all'aceto

Un’estate rovente come questa non la ricordavo da tempo. Fortunatamente abbiamo avuto la fortuna di passare questo ultimo mese al mare e i tanti bagni ci hanno permesso di sopportare questa anomala calura.

Uno dei problemi rimane però cosa preparare per pranzo, come è ormai noto io sono una carnivora impenitente e anche in estate non posso fare a meno di un po’ di ciccia.

Il coniglio preparato in questo modo è uno dei cavalli di battaglia della mia mamma, è saporitissimo ed appetitoso e si può mangiare a temperatura ambiente.

Dalla prossima settimana sarò più presente da tutte voi ma ricordatevi che avete tempo fino a domani per partecipare al nostro contest Se avessi un ristorante….

 

Ingredienti:

un coniglio lavato e fatto a pezzi

una ciocca di rosmarino

2 spicchi di aglio

1 peperoncino piccante

2 acciughe lavate e dissalate

mezzo bicchiere di aceto

mezzo bicchiere di acqua

un dl di olio evo

Procedimento:

Mettere in tegame poco olio evo con il coniglio a pezzi e farlo rosolare a fuoco piuttosto alto, vi ci vorranno circa 15 minuti. In un mortaio mettere gli aghi di rosmarino, l’acciuga, il peperoncino, sale. Pestare bene il tutto, unire mezzo bicchiere di aceto e mezzo bicchiere di acqua. Incorporare al coniglio già dorato, coprire e far cuocere per almeno dieci minuti.  Servire freddo

giovedì 29 marzo 2012

Crostini toscani o crostini neri

crostino nero
Il crostino nero toscano ha come minimo migliaia di versioni, oserei direi almeno una per ogni famiglia toscana. Noi avevamo già riportato qui la versione dell’Artusi ma mi sentivo in dovere di mettere anche la mia ricetta. Io adopero solo i fegatini del pollo mentre la mia mamma usa anche la milza, per sfumare preferisco usare il vinsanto al posto del vino perché secondo me rilascia un aroma più intenso. Infine aggiungo i capperi e l’acciuga quando il sugo è già spento.
Parte integrante delle ricetta è il pane, sarebbe ideale usare il nostro pane toscano cotto a legna. I crostini neri fatti con il  pane all’olio o peggio ancora con il  pancarrè per me sono un abominio, in via del tutto eccezionale se non disponete di pane toscano usate  un pane casereccio.
In passato si usava bagnare il pane con il brodo prima di mettervi la salsa, io non amo la consistenza del pane bagnato però, se volete essere ligi alla tradizione, tenete caro questo suggerimento.
Ho affinato questa ricetta nei quasi venti anni di matrimonio e devo dire che è quella che più stuzzica il mio palato e quello dei miei commensali
Ingredienti:
400 gr di fegatini di pollo freschissimi
1 cipolla rossa piccola o un porro
1 dl olio evo
2 dl di vin santo
1 bicchiere di brodo di carne
1 manciata di capperi dissalati o se preferite un gusto un po’ acidulo usate quelli sottaceto piccolissimi e bene lavati
4 acciughe sotto sale lavate bene e diliscate
1 noce di burro ( facoltativa)
pane toscano cotto a legna
Procedimento.
Lavare bene i fegatini stando attenti che non abbiano la vescica con il fiele, in tal caso rimuoverla accuratamente. Mettere i fegatini in una ciotola con acqua fredda e un cucchiaio di aceto (usate questo accorgimento se avete ospiti che gradiscono un sapore di fegato meno intenso).
Mettere il tegame sul fuoco con l’olio di oliva e la cipolla o il porro tagliati a fettine e far rosolare a fuoco bassissimo per almeno 10 minuti.
Sgocciolare bene i fegatini e dopo averli tagliati in quattro parti metteteli nel tegame con la cipolla.
Far rosolare bene i fegatini per almeno dieci minuti, quindi unire il brodo a poco a poco fino a portarli a cottura. Ci vorranno circa 40 minuti in tutto. Alla fine sfumare con il vinsanto, appena è ben evaporato spengete il tutto. Fare intiepidire il composto e solo a questo punto unire i capperi e le acciughe.
Tritare il tutto con una mezzaluna, come da tradizione o se volete con un mixer ma stando attenti a lasciare l’impasto a piccoli pezzi.
Se volete unite una noce di burro che ingentilirà il sapore.
Servire su fette di pane e accompagnate con del buon vino rosso come da tradizione o con un bel prosecco freddo come piace a me!

giovedì 16 febbraio 2012

Stufato di scamerita con le mele

stufato di scamerita e mele

Lo stufato di scamerita con le mele è un piatto tipico aretino anche se oggi è pressoché sconosciuto. Ho rintracciato la ricetta attraverso un’intervista di almeno dieci anni fa, allo scrittore Guido Gianni grande cultore e conoscitore della cucina aretina.

Gli ingredienti,come la maggior parte degli elementi che compongono la cucina toscana, sono semplici e poveri però il risultato vi sorprenderà per la delicatezza e il gusto squisito dato anche dalla presenza del  finocchio selvatico che si sposa in maniera perfetta con il maiale.

La scamerita è una parte del maiale molto usata nella cucina toscana è la parte alta della schiena con cui si fa anche un salume chiamato coppa o capocollo, è un taglio poco pregiato perchè abbastanza grasso ma cucinato nella giusta maniera è tenerissimo.

Le mele che ho adoperato sono quelle piccoline rosse, quasi selvatiche dal gusto leggermente asprigno.

Ingredienti:

400 gr di scamerita tagliata a tocchetti

3 mele rosse piccole io ho usato le male stayman ruggine della valdichiana

1 litro di brodo ( io l’ho fatto con sedano,carota, cipolla e un osso con carne)

finocchio selvatico

aglio

olio evo

sale

Procedimento:

Far rosolare in un tegame di coccio con pochissimo olio evo un paio di spicchi di aglio e un pizzico di  finocchio selvatico sminuzzato, unire il maiale e una volta che sia rosolato unire il brodo poco alla volta, lasciar cuocere a fuoco molto basso. Dopo circa un’ora e mezzo unite le mele tagliate in quattro parti (lasciate la buccia ma togliete il torsolo) e cuocere per circa venti minuti. Le mele devono essere cotte ma non sfatte. Aggiustare di sale, ricordandovi che avete usato il brodo, aggiungete infine un bel pizzico di finocchio selvatico e servire!

giovedì 12 gennaio 2012

Stufato alla sangiovannese

stufato
Se dovessi scegliere un piatto che mi rappresenti lo stufato alla sangiovannese sarebbe di sicuro il prescelto. Non solo perché   è uno tra i miei cibi preferiti ma  perché è parte integrante della mia storia essendo il piatto tradizionale del mio paese e uno dei cavalli di battaglia culinari della mia mamma.
Questo stufato si prepara tradizionalmente nel periodo di carnevale  a  San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo.  La domenica,nei saloni sotto la Basilica di Santa Maria delle Grazie, vengono preparati delle grandi tavolate dove viene servita questa delizia.
Lo stufato preparato in queste occasioni paesane non è però quello dei miei ricordi, io amo quello preparato dalla mamma che profuma tutta la casa, che ti fa correre a guardare nella dispensa per assicurarti che ci sia un bel pezzo di pane perché qui la scarpetta è obbligatoria.
Il profumo quando cuoce è inebriante, si sentono le spezie, si percepisce il vino e l’aroma corposo del brodo.
Il mio stufato è quello delle infinite discussioni se l’osso di zampa usato per il brodo fosse quello giusto, se il muscolo aveva una giusta consistenza e soprattutto se la quantità di spezie usate fosse quella giusta.
Le spezie e più precisamente il drogo sono la peculiarità di questa preparazione, infatti la miscela si può acquistare solo dalla drogheria del paese che custodisce il segreto della ricetta da moltissimi anni.
Esistono varie storie e leggende legate all’origine di questa pietanza, le più comuni sono due.
La prima ipotesi è che lo stufato fosse già presente sulle tavole dei sangiovannesi già sul finire del 1400, quindi la grande quantità e varietà di spezie sarebbe giustificata dal gusto che imperava in quel periodo storico o, molto più prosaicamente, le spezie servivano a coprire il gusto di una carne non perfettamente conservata.
La seconda storia invece prende come riferimento i primi del 900 quando a San Giovanni Valdarno molti facevano i bullettai ( le bullette sono i chiodi) e, dovendo passare la giornata davanti alla fucina, avevano molto tempo per stare a girare ( o come si direbbe noi “razzolare”) lo stufato.
stufato2
Prima di proporvi la ricetta da me preparata,la ricetta nella versione in rima:
STUFATO DEL CASTEL SAN GIOVANNI
Nello tempo ch’è detto carnevale
alla Basilica, nelle grandi sale,
si riunivano in tempi ormai lontani
per far doni alla chiesa, i parrocchiani.
Racconta una leggenda che una donna,
per onorare meglio la Madonna
fece uno piatto forte e assai drogato
che battezzò col nome di Stufato.
Questa ricetta tanto decantata
da padre in figlio è stata tramandata
e per la gioia di ogni buon palato,
è giunta a noi in original formato.
Se questo piatto buono tu vuoi fare
questi son gli ingredienti da adoprare:
muscolo libbre tre, tagliato a modo
e di osso e zampa a parte, fai del brodo.
Tanto prezzemolo e di cipolle una
fai un bel battuto con la mezzaluna,
vino, olio di oliva, un’impepata,
spezie, garofano e alfin noce moscata.
Indi di coccio un tegam devi pigliare,
ci versi l’olio ma senza esagerare;
perché riesca bene, se ti preme,
metti la carne col battuto insieme.

La ricetta dello stufato  nella versione casalinga:
800 gr di muscolo di zampa anteriore di Chianina fatto a tocchetti
1 dl di olio evo toscano
1 cipolla media
1 bel ciuffo di prezzemolo
1 cucchiaio raso di conserva di pomodoro
1 l di brodo fatto con ossi, zampa di vitello e odori ( la zampa di vitello rende il brodo gelatinoso e funge da collante nello stufato)
osso di zampa, quello che avete usato per il brodo (secondo la mia mamma l’osso migliore è quello di ginocchio)
3 chiodi di garofano
noce moscata
1 cucchiaio di spezie detto “il drogo”
1 bicchiere di vino rosso possibilmente un eccellente Chianti
sale ( poco perchè lo stufato è tirato su con il brodo, quindi  assaggiate)
una generosa quantità di pepe nero macinato al momento

image
Procedimento:
In un tegame di coccio mettere l’olio evo, la cipolla tritata, il prezzemolo anch’esso tritato e la carne. Va messo tutto insieme, la cipolla ed il prezzemolo non devono soffriggere a parte.
Far cuocere la carne fino a che non è bella brunita, unire a questo punto la noce moscata, i chiodi di garofano e un cucchiaio di drogo. Aggiungere il vino e far cuocere fino a che non si è assorbito.
Incominciate ad aggiungere il brodo di zampa caldo, nel primo mestolo che aggiungerete scioglietevi la conserva di pomodoro, poi mano mano che si asciuga, aggiungetene altro. La cottura dello stufato dura quattro ore e quindi richiede un po’ di pazienza e di cura da parte vostra.  Un’ora prima della fine della cottura unite i pezzetti di zampa. Prima di spengere aggiustare di sale e aggiungere il pepe in maniera copiosa.

giovedì 1 dicembre 2011

Panino al lampredotto

lampredotto
Ormai ci conoscete a noi ogni tanto piace mettere ricette della tradizione, non solo perché vorremmo che non andassero disperse ma anche perché è ciò che in realtà adoriamo più mangiare.
Dateci un cibo modaiolo e magari lo apprezzeremo ma di sicuro quando avremmo voglia di casa, di calore e di coccole ci dirigeremo verso il nostro cibo di casa.
Oggi vi voglio parlare del panino con il lampredotto cibo di strada per eccellenza dei fiorentini e degli abitanti dei paesi limitrofi.
Il lampredotto è una parte della trippa e per la precisione il quarto stomaco del bovino chiamato anche abomaso, è formato da  una parte magra chiamata gala e una parte più grassa chiamata spannocchia.. lo so. lo so….. se continuo a descriverlo non lo mangerete mai, ma se volete un consiglio fidatevi e provatelo!
Il suo sapore è delicato ed intenso allo stesso tempo ed il fatto di mangiarlo caldissimo renderà il tutto ancora più voluttuoso, se capitate dalle parti di Firenze non dovete assolutamente farvelo sfuggire e, se riuscite a trovare dal vostro macellaio di fiducia un bel pezzo di lampredotto, cucinatelo e rimarrete estasiati!!
lampredottocrudo
Ricetta per il lampredotto:
lampredotto
sedano
cipolla
prezzemolo
carota
chiodo di garofano
pomodorino ( o un cucchiaino di conserva di pomodoro)
sale, pepe
Procedimento:
Mettere in una pentola gli odori come per fare il brodo, il chiodo di garofano lo infilate nella cipolla, unite il lampredotto dopo averlo lavato. Coprite con acqua e fate bollire per almeno un’ora a fuoco dolce, aggiustate di sale.
Ricetta per la salsa verde:
un mazzo di prezzemolo
capperi
tuorlo d’uovo sodo
acciughe dissalate
olio evo
pepe nero
tritate tutti gli ingredienti con una mezzaluna, come vuole la tradizione o altrimenti con il frullatore ad immersione come vuole l’era moderna unendo olio evo fino ad avere una giusta consistenza. Non dovrebbe esserci bisogno di sale vista la presenza delle acciughe ma voi assaggiate e regolatevi di conseguenza!!!
Il lampredotto prima di essere messo nel panino va fatto a fette, mettete anche un po’ di brodo nel pane e infine la salsa verde…se la salsa non vi aggrada  sarà sufficiente olio evo toscano e pepe nero abbondante!!!
Le dosi come vedete sono indicative, dipende dalla quantità di lampredotto che avete a disposizione

venerdì 3 dicembre 2010

Filetto di maiale con fonduta di fossa e tartufo nero

filettobis
Tante volte capita di avere degli ospiti a cena e di non aver tempo il pomeriggio di preparare, questo secondo che vi propongo oltre ad essere buonissimo si prepara anche in poco tempo.
Le materie prime in questo piatto sono fondamentali ma il risultato vi posso garantire è strepitoso
Ingredienti per 4 persone
800 gr filetto di maiale
150 gr formaggio di fossa
300 ml latte
1 tuorlo d’uovo
tartufo nero
olio evo
1 spicchio di aglio
sale e pepe
Preparazione:
Grattugiate il formaggio di fossa e mettetelo nel latte. Tagliate il filetto di maiale in fette spesse circa un cm , in una padella mettete l’olio evo e fate rosolare lo spicchio d’aglio. Appena imbiondisce toglierlo e mettere le fette di filetto. Nel frattempo porre sul fuoco il latte con il pecorino di fossa e far sciogliere, appena raggiunge il bollore spegnere ed incorporare il tuorlo d’uovo.Mescolare fino ad ottenere una salsa omogenea.  Il maiale deve essere cotto bene ( non rinsecchito ma neppure al sangue) salare pepare.  Disporre sul piatto da portata le fette di carne e irrorare con la fonduta. mettere sopra il tartufo a lamelle e servire immediatamente.

lunedì 22 novembre 2010

Tagliatelle al ragù di anatra

tagliatelle

Le tagliatelle al ragù di anatra sono un piatto che appartiene alla tradizione aretina, da noi l’anatra si chiama nana ed è una delle carni che più compare sulle tavole domenicali aretine.

La mia versione del ragù è preparata con solo petto ma se avete diversi ospiti potete prepararlo anche con l’anatra in pezzi; certo il risultato sarà un po’ più rustico ma il sapore sarà ugualmente ottimo.

Se non l’avete mai assaggiato dovete assolutamente provarlo e vi garantisco che diventerà uno dei vostri piatti preferiti e adesso la ricetta con tutte le note che il marito mi impone di mettere:

Per le tagliatelle:

3 uova

150 gr farina 00

150 gr semola di grano duro macinata a pietra

sale

Per il  ragù:

1 petto di anatra ( che ha vissuto una vita felice tra gli olivi di Toscana Occhiolino )

1 trito di sedano, carota e cipolla

olio evo

50 gr lardo

salvia e rosmarino

1 1/2 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro

1 bicchierino di cognac ( o un bicchiere di vino rosso)

sale, pepe

Procedimento:

Per la pasta:

Fare una sfoglia con le due farine mischiate, le uova ed un pizzico di sale. Avvolgere nella pellicola e lasciar riposare per almeno 30 minuti. Quindi tirare la sfoglia e formare delle tagliatelle, il formato ideale con questo tipo di sugo sarebbero le pappardelle.

Per il ragù:

Mettere in una pentola l’olio ed il lardo insieme a sedano carota e cipolla. Far cuocere per una decina di minuti fino a che le verdure diventano traslucide. Nel frattempo tagliare con un coltello il petto di anatra a piccoli pezzetti. Unirlo al soffritto  e far rosolare la carne. A questo punto sfumare con il cognac ( o con il vino rosso) ed unire la salvia ed  il rosmarino avvolte in una garza. Quando il cognac è assorbito unire il doppio concentrato di pomodoro assieme ad un mestolo di acqua calda. Aggiustare di sale e pepe. Coprire il sugo lasciando un piccolo sfiato per il vapore e portare a cottura a fuoco bassissimo per un paio di ore. Se il sugo di asciuga diluire con un po’ di acqua calda. Il procedimento per questa salsa è quello tradizionale come per il ragù di carne, se avete qualche dubbio guardatevi il video di Sergio Maria Teutonico dove prepara il ragù alla bolognese, è molto carino ed interessante

lunedì 4 ottobre 2010

Filetto con mele

filetto

Capita spesso in casa mia di non avere niente in frigo, giusto giusto due mele…….e due fettine di filetto.

Così è venuto fuori un piatto niente male, da proporre anche per una cena con ospiti o da rifare anche quando il frigo è stracolmo…..

Ingredienti per 2 persone:

2 fette di filetto di vitello

2 mele (io avevo le golden)

1/2 cipolla

un bicchierino di porto

2 cucchiai di panna

olio evo, sale pepe.

Fare appassire la cipolla affettata sottile in poco olio evo. Aggiungere le mele a pezzetti e rosolare qualche minuto.

Sfumare con il porto e fare cuocere qualche altro minuto.

Frullare metà del composto , aggiungere la panna e unirlo alle mele a pezzetti.

Grigliare il filetto e servire con la salsina di mele a lato, spolverizzando con pepe macinato al momento.

lunedì 9 agosto 2010

Filetto di maiale in crosta di pane

Maiale in crosta di pane

Ve lo avevo detto appena rinfresca un pochino si fa anche la ciccia!!! Oh noi toscani se ne mangia parecchia ma d’estate e con il caldo l’è dura!!!

Il maiale in crosta di pane rientra nella cucina tradizionale familiare, è facile si presenta bene ed è molto gustoso.

Per prepararlo vi occorrono:

un filetto di maiale

400 gr di pasta per pane (250 gr. farina 00, 1 dl acqua, 1 cucchiaio di olio evo, un pizzico di sale, 10 gr di lievito di birra)

100 gr di lardo di colonnata

salvia

rosmarino

aglio

1 chiodo di garofano

olio evo

sale

pepe

Procedimento:

Per prima cosa preparare la pasta da pane: fare una fontana con la farina, mettere al centro l’olio e il lievito; diluire con l’acqua e unire il sale. Impastare bene e mettere a lievitare.

In un tegame mettere poco olio e rosolare bene il filetto di maiale. Far raffreddare la carne, nel frattempo fare un trito con salvia, rosmarino, aglio, il chiodo di garofano, sale e pepe.

Stendere la pasta da pane, mettervi sopra le fette di lardo. Cospargere il maiale con il trito di aromi appoggiarlo sul lardo ed avvolgervelo. Chiudere il tutto dentro la pasta da pane.

Infornare a forno caldo (190°) per 20/25 minuti, comunque fino a che non vedrete che la crosta del pane è dorata. Attendere almeno una ventina di minuti prima di affettare.

Servire accompagnato da patate arrosto.

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