lunedì 18 aprile 2016
Ravioli di grano Saraceno con porri, Gorgonzola e noci.
lunedì 11 maggio 2015
Fusilloni con cicoria, ricotta salata e briciole di pane speziato.
Finalmente sono arrivate le belle giornate, il sole, il caldo e la voglia di cucinare comincia a voler andare in vacanza!!!
Ma i doveri casalinghi continuano con la bella e la cattiva stagione.....
Pranzi e cene si susseguono ininterrotti e, se magari qualche volta io potrei cavarmela con un frutto o poco più, marito e figlia si meritano di meglio, quindi anche se la voglia di fare viene meno, l'istinto materno prende il sopravvento e....qualcosa di buono riesco a metterlo in tavola.
La ricetta che vi propongo oggi è un primo piatto semplice, dal sapore particolare ma gustosissimo.
L'idea del gusto amaro della cicoria può far storcere il naso a quelli che non la amano ma, credetemi, in questo caso è in armonia con gli altri sapori e anzi, si valorizzano a vicenda.
La pasta che ho usato poi, i fusilloni, rende giocoso e allegro il piatto e l'allegria è un ingrediente che a tavola non deve mai mancare....
Ecco il procedimento e le dosi:
Ingredienti per 4 persone:
320 gr di Fusilloni pasta Panarese della Val D'Orcia
120 gr di cicoria
2 spicchi di aglio
150 gr di ricotta salata
4 fette di pane
erba cipollina, prezzemolo, timo e peperoncino.
olio extravergine
Lavate e togliete i gambi più duri alle foglie di cicoria.
Mettetele in una casseruola con mezzo bicchiere di acqua, un pizzico di sale e fate cuocere per circa 10 minuti. Deve risultare morbida ma non sfatta. Scolate la cicoria e strizzatela leggermente.
Nel bicchiere del minipimer mettete la cicoria con lo spicchio di aglio sbucciato e a cui avrete tolto l'anima centrale e due o tre cucchiai di acqua di cottura della cicoria.
Frullate e aggiungete piano piano l'olio extravergine, finché non diventa una crema dalla consistenza vellutata.
Portate ad ebollizione una capiente pentola con acqua salata e fate cuocere i fusilloni.
Intanto che la pasta cuoce prendete le fette di pane, meglio se Toscano, togliete la crosta e sbriciolatelo con le mani.
Tritate finemente le erbe aromatiche con l'aglio e un pizzico di peperoncino ( questo se disponete di erbe fresche, altrimenti usatele liofilizzate), scaldate poco olio in un padellino e mettete il trito di erbe e le briciole di pane mescolando bene.
Scolate i fusilloni al dente, conditeli con la crema di cicoria e impiattate distribuendo sopra le briciole di pane alle erbe e una generosissima grattugiata di ricotta salata.
lunedì 27 aprile 2015
Tagliatelle con pesto di erba cipollina, zucchine saltate e crema di zafferano.
Non mi sono mai piaciuti i titoli lunghi per le mie preparazioni, possono mettere a disagio chi si appresta a rifare una ricetta; si può pensare che tante parole vogliano dire " difficile da realizzare" e quindi ti viene subito voglia di girare pagina o in questo caso cliccare oltre......
Invece no, tutto quello che viene pubblicato nel nostro blog è prima di tutto una cosa che abbiamo preparato in prima persona, con più o meno tempo a disposizione, un lavoro e una famiglia da mandare avanti, le difficoltà di qualsiasi donna che si cimenta in cucina e sono tutte cose estremamente semplici e realizzabili in poco tempo.
La proposta di oggi, a dispetto di un titolo un po' prolisso, è di una bontà e semplicità che vi sorprenderanno.
La parte con più dispendio di energie è la prima fase, quella della realizzazione delle tagliatelle fatte in casa; grazie però all'aiuto dell'impastatrice prima e dell'"imperia" poi, in men che non si dica avevo già la pasta pronta e credetemi...è una vera soddisfazione!!!
Il condimento con cui le ho portate in tavola è un pesto di erba cipollina, che ha ricominciato a germogliare nella mia terrazza, zucchine appena saltate e una cremina allo zafferano semplice e profumata.
Per le tagliatelle ho utilizzato una parte di farina 0 e una parte di farina di grano Verna, una varietà di grano antica, messa in disparte e quasi dimenticata per tanti anni perché meno produttiva delle varietà moderne, ma che oggi è stata riscoperta e rivalutata.
Ecco gli ingredienti per un primo piatto da leccarsi i baffi....
Ingredienti per 6 persone:
Per la pasta:
300 gr di farina di grano Verna macinata a pietra
200 gr di farina 0
5 uova
Un pizzico di sale
Poca acqua se occorre
Mettere le farine miscelate a fontana sulla spianatoia e nella ciotola della planetaria, mettere al centro le uova, un pizzico di sale e cominciare ad impastare partendo dal centro e incorporando piano piano tutta la farina. Se l'impasto dovesse risultare troppo asciutto, aggiungere qualche cucchiaio di acqua.
Lasciare riposare coperta da un canovaccio inumidito per 20 minuti.
Per il condimento:
Un bel ciuffo di erba cipollina
20 foglie di basilico
due cucchiai di parmigiano grattugiato
20 gr di pinoli
olio extravergine
sale e pepe
4 zucchine freschissime
125 gr di panna fresca
1\2 cucchiaino di zafferano in polvere
qualche cucchiaio di latte
sale e pepe
Cominciate a tirare la sfoglia e a preparare le tagliatelle che metterete ad asciugare ben stese sulla spianatoia, infarinate e coperte da un canovaccio.
Nel bicchiere del mixer triturate finemente l'erba cipollina e il basilico. Unire a filo l'olio e continuare a frullare.
Aggiungere i pinoli, il parmigiano e il sale e dare un ultimo giro veloce.
Con l'aiuto di un pelapatate affettate sottilmente le zucchine e poi con il coltello formate una julienne.
Scaldate un po' d'olio in una padella antiaderente e fate saltare velocemente le zucchine, salate pepate e appena cominciano a diventare trasparenti ma ancora croccanti, spengere e mettere da parte.
Stemperare lo zafferano nel latte. Portare ad ebollizione la panna e aggiungere lo zafferano diluito. Salare e pepare a piacere.
Portare ad ebollizione abbondante acqua salata e cuocere le tagliatelle per 4\5 minuti. Scolare e condire con il pesto di erba cipollina e le zucchine saltate.
Impiattate distribuendo nel fondo del piatto qualche cucchiaio di crema allo zafferano e adagiando sopra una porzione di tagliatelle condite.
lunedì 13 aprile 2015
Ravioli con patate, ricotta e bottarga.
La pasta fresca fatta in casa è una delle tradizioni che nella mia famiglia si tramandano da generazioni.
Vi ho già ampiamente messo al corrente dei miei ricordi di bambina, quando la pasta fresca era un classico della Domenica che, sapientemente e con apparente poco sforzo, veniva creato dalle mani della nonna.
Non aveva bisogno di misurare le dosi, ormai le mani le andavano da sole a miscelare, impastare e poi stendere, rigorosamente con il mattarello, fino a trasformarla in una sfoglia quasi trasparente ma consistente e porosa.
Io sono un po' più pigra della nonna, e per mettermi a fare la pasta fresca devo, prima di tutto essere ispirata....e non succede spesso come vorrei; poi il mattarello mi fa tanta fatica....e spesso ricorro alla mia fidata sfogliatrice Imperia, che rende il lavoro veloce e perfetto!
Il sapore però è sempre quello di una volta, rassicurante e genuino, proprio come era lei....
La ricetta di oggi è venuta fuori quasi per caso, avendo comprato della bottarga di muggine e non volendo fare la solita spaghettata, che comunque adoro.
Ho pensato quindi di proporla con un raviolo dal ripieno delicato, in modo da esaltare appieno il sapore della bottarga.
L'esperimento è piaciuto in casa e, come sempre quando ripercorro con la mente gli insegnamenti di mia nonna, sono sicura che lei ne sarebbe orgogliosa.
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di farina di grano tenero
4 uova
2 patate
300 gr di ricotta freschissima
(io preferisco quella di pecora, ma va bene anche di mucca)
50 gr di Parmigiano grattugiato
30 gr di bottarga di muggine
Sale e pepe
Olio extravergine di oliva
Lavate le patate e mettetele a lessare con la buccia.
Preparate la pasta, disponendo la farina a fontana sulla spianatoia; rompete le uova e mettetele al centro con poco sale e cominciate a mescolare con l'aiuto di una forchetta.
Quando l'impasto diventa più solido, continuate a lavorarlo con le mani per almeno 10 minuti.
Se avete l'impastatrice la cosa diventa molto più semplice e meno faticosa.
Formate una palla e lasciatela riposare per 20 minuti coperta da un canovaccio.
Intanto sbucciate le patate e schiacciatele, salate e pepate e mescolatele alla ricotta.
Unite il parmigiano grattugiato e 1\2 cucchiaio di bottarga di muggine; mescolate bene in modo da amalgamare il composto.
Cominciate a tirare la sfoglia con l'aiuto dell' "Imperia" e formate due strisce (sfogliate fino alla penultima tacca, perché altrimenti è troppo sottile).o
Ponete un cucchiaino di ripieno distanziato dall'altro di circa 3/4 cm. e posizionate sopra l'altra striscia di sfoglia.
Sigillate con le mani, facendo in modo che esca tutta l'aria e tagliate i ravioli con l'aiuto dell'apposita rotellina o di un coppapasta.
Cuocete i ravioli in abbondante acqua salata.
Scolateli e saltateli velocemente in una larga padella dove avrete fatto scaldare l'olio con la restante bottarga.
Servite subito.
lunedì 19 gennaio 2015
Gnocchi di patate e speck con cuore di fontina
Stamani vi proponiamo una ricetta per un primo piatto semplicissimo ma di una bontà che non potete immaginare. All’impasto dei classici gnocchi di patate abbiamo aggiunto dello speck e prezzemolo e, all’interno dello gnocco, un dadino di fontina che li rende gustosissimi.
Se vi chiedete come mai parlo al plurale è perchè in realtà non posso assumermi il merito di questi deliziosi gnocchi ripieni. Ho solamente aiutato il mio piccolino che li ha interamente realizzati con le sue mani.
Vi lascio alla ricetta perfetta del mio Pierpaolo
Ingredienti per 4 persone:
800 gr di patate
100 gr di speck
150 gr di fontina
1 uovo
100 gr di parmigiano
100 gr di farina circa
30 gr di prezzemolo
100 gr di burro
timo fresco
1 pizzico di sale grosso
Procedimento:
Lessare le patate dopo averle lavate, intere e con la buccia in acqua salata, quando sono ancora calde sbucciatele e schiacciatele con uno schiacciapatate.
Far raffreddare le patate ed intanto frullare lo speck ed il prezzemolo. Fare a piccoli cubetti la fontina di circa un centimetro per un centimetro.
Unire alle patate il parmigiano, lo speck , il prezzemolo e l’uovo. Impastare bene ed incominciare ad aggiungere la farina, gli gnocchi saranno giusti quando, rimanendo comunque morbidi, non si attaccheranno alle mani.
Dividere l’impasto in 3 parti e fare dei salamotti del diametro di circa un paio di centimetri. Tagliarli della lunghezza di due centimetri e con il pollice fare un incavo in ogni gnocco. Ponetevi dentro un pezzettino di fontina e richiudete bene rotolandovelo nelle mani come delle piccole polpettine.
Cuocete gli gnocchi in acqua salata, appena vengono a galla scolateli e metteteli in una padella dove avrete fatto fondere il burro e sminuzzato il timo.
Servite caldissimi.
giovedì 27 novembre 2014
Gnudi di cavolo nero alla salsiccia e pecorino di grotta
Nella tradizione toscana gli gnudi , che significa nudi, sono un piatto tradizionale. Si tratta sostanzialmente del ripieno che che viene usato per i ravioli , una volta finita la pasta vengono cotti per l’appunto nudi, potrete trovare la ricetta tradizionale qui
In genere si preparano con gli spinaci ma in questo periodo è d’obbligo farli con il delizioso e saporito cavolo nero.
Li ho serviti con un condimento dal sapore deciso a base di salsicce e pecorino, vi lascio a questo primo a tutta
Ingredienti per gli gnudi di cavolo nero:
500 gr di cavolo nero
300 gr di ricotta freschissima
1 uovo
1 pizzico di sale
70 gr di pecorino di grotta grattugiato
farina quanto basta
Procedimento :
Lessate il cavolo nero in acqua salata, se usate un cavolo nero grande togliete le coste centrali più grandi altrimenti resteranno dure. Io ho usato un cavolo nero giovane e molto tenero.
Scolate il cavolo nero ( conservate l’acqua per bollire gli gnudi) e passatelo sotto l’acqua fredda per mantenere il colore.
Lasciate a sgocciolare dentro un colapasta, strizzandolo bene un paio di volte
Quando il cavolo sarà freddo tritatelo finemente, unite la ricotta anch’essa ben scolata, aggiungere l’uovo, il pecorino grattugiato ed aggiustare di sale.
Amalgamare bene, fare una pallina e mettere a riposare in frigo per un’ora. Infarinate una spianatoia, prendere il composto e gettare l’eventuale liquido che si fosse formato.
Dividere il composto in due parti , lavorandolo sulla spianatoia infarinata fare due piccoli salamini d’impasto. Tagliarli della lunghezza di circa due cm e disponeteli su una teglia infarinata.
Far bollire l’acqua dove avete bollito il cavolo ( va bene anche acqua salata normale), cuocetevi i vostri gnudi. Saranno cotti dopo circa un minuto che sono venuti a galla.
Ragù di salsiccia toscana in bianco:
500 gr di salsiccia toscana freschissima
1/2 cipolla rossa
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1/2 bicchiere di vino bianco
un’abbondante macinata di pepe nero
pecorino di grotta a scaglie per servire
Procedimento:
Scaldare sul fuoco una padella, mettere l’olio e la cipolla tritata finemente, far rosolare a fuoco bassissimo per circa 15 minuti. Spellare le salsicce, schiacciarle bene con una forchetta ed aggiungerle al soffritto di cipolla.
Far cuocere per circa 30 minuti, sfumare con il vino bianco e mettere un’abbondante presa di pepe nero.
Far saltare gli gnudi nel condimento ed infine mettere le scaglie di pecorino, servire subito.
mercoledì 18 giugno 2014
Pappardelle al pesce e cece nero
La foto testimonia chiaramente che non ci facciamo mancare piatti succulenti ed invitanti nonostante il tempo da dedicare all'arte culinaria sia molto diminuito causa fine della scuola.
Abbiamo abbinato del pesce freschissimo con il raro e gustoso cece nero dopodichè ci abbiamo condito delle fantastiche pappardelle Pasta Panarese.
Un preambolo così sintetico per dar spazio ad una ricetta che è un vero must della nostra cucina estiva.
I ceci neri sono abbastanza lunghi fra ammollo e cottura ma è un impegno che viene ampiamente ripagato dal sapore unico di questo delizioso legume.
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di pappardelle di Pasta Panarese
100 gr di ceci neri ( vanno tenuti in ammollo per una 24 ore e poi cotti per circa 3 ore con aglio e rosmarino)
500 gr di gamberoni freschissimi
500 gr di vongole veraci spurgate
500 gr di seppia pulita e tagliata
200 gr di pomodorini pachino
3 spicchi di aglio
1 peperoncino piccante
100 ml di olio extra vergine di oliva
prezzemolo
Procedimento:
Fare un battuto con aglio, prezzemolo e peperoncino. Scaldare una padella, mettere olio e trito. Far cucocere per qualche minuto sino a che l'aglio sarà dorato. Tagliare i pomodori ed aggiungerli, dopodichè mettere seppia,vongole e ceci (già cotti). Far cuocere per circa 10 minuti.
In una padella a parte far saltare in pocchissimo olio i gamberoni per qualche minuto con sale e pepe.
Cuocere le pappardelle in abbondante acqua salata. Scolarle al dente e ripassarle con il sugo di pesce.
Guarnire i gamberoni e servire immediatamente.
lunedì 9 settembre 2013
Pici fatti in casa con ragù di anatra
La ricetta che scrivo oggi è un punto fermo della varia e saporita storia culinaria dell'Aretino.
Non ci sono domeniche, nei ricordi nella mia infanzia, che non mi restituiscano la nostalgica immagine di mia nonna alle prese con i fornelli di buon mattino, mentre mescolava lentamente una grande pentola di coccio rosso dove borbottava, bollendo piano piano, un sugo dall'odore delizioso.
Per me e mia sorella era un rito sgattaiolare in cucina non viste (o almeno così ci piaceva credere), e intingere una fettina di pane in quella grande pentola, e poi mangiarlo sotto il tavolo ridendo e apprezzando quella anomala colazione.
Il rito domenicale del "sugo",aveva delle variazioni sul tema, a volte era di carne di vitello, a volte di cinghiale a volte di lepre, ma il mio preferito era sicuramente quello di "Nana", come viene familiarmente chiamata l'anatra ad Arezzo.
Vi ripropongo fedelmente la ricetta che facciamo nella mia famiglia da tanti anni, accompagnandola però dai pici, che invece ho imparato a fare da poco, grazie ai consigli della mia amica Lucianella che riesce a rendere semplice qualsiasi cosa. Io questo tipo di pasta l'avevo sempre fatto con il mio Kenwood o....comprato già fatto, ma vedrete che con semplici mosse sarete in grado di portare in tavola un primo da favola!!!
Ingredienti per il ragù:
Una piccola anatra di circa 1 Kg
150 gr di carne di maiale macinata
300 gr di passata di pomodoro
1cipolla rossa
1 gambo di sedano
1 carota
1 bicchiere di vino rosso
1 bicchiere di olio evo
Ingredienti per i pici:
500gr di farina 00
1 uovo
Acqua q,b.
Cominciare con lo spezzare l'anatra in pezzi piccoli e regolari, tenendo da parte il fegato.
In un tegame, possibilmente di coccio, mettere la cipolla, la carota e il sedano, tritati finemente. Aggiungere l'olio e far andare il soffritto qualche minuto.
Unire l'anatra e fare rosolare bene tutti i pezzetti per qualche minuto a fiamma vivace. Unire la carne macinata e lasciare cuocere altri 2 o 3 minuti. Bagnare con il vino e fare evaporare.
Aggiungere il passato di pomodori, il fegato dell'anatra e salare a piacere.
Fate cuocere il tutto per circa due ore a fuoco bassissimo, togliendo il fegato dopo circa un'ora e aggiungendo nel tegame un po' d'acqua se dovesse asciugarsi troppo.
Tritare il fegato e aggiungerlo al ragù negli ultimi dieci minuti di cottura.
Le parti di anatra che sono rimaste integre, si servono come secondo.
Nel frattempo farete i pici, cominciando con una pastellina morbida di acqua e poca farina aggiungendo mano a mano, prima l'uovo, poi la farina finché non diventa una palla piuttosto elastica, morbida e non appiccicosa.
Avvolgerla in un panno e lasciarla riposare per mezz'ora.
Riprenderla e batterla con forza sulla spianatoia per una ventina di volte, ( io ho fatto la pasta con la planetaria, l'ho lasciata coperta nella sua ciotola e l'ho fatta andare alla massima velocità con il gancio a uncino).
Prendere un pezzettino di pasta per volta, avendo cura di coprire la restante, e formare con le mani asciutte e pulite, delle striscioline lunghe circa 40/50 cm. (Mi raccomando non infarinate mai le mani!!!).
Lasciateli asciugare stesi e distanziati e se, come me, avete una piccola aiutante, fateli immergere per un attimo in una ciotola con la farina.
Cuocete i pici in abbondante acqua salata, a cui avrete aggiunto un cucchiaio di olio, per 5 minuti.
Condire i pici con abbondante sugo di "Nana"!!!
lunedì 6 maggio 2013
Ravioli al tartufo con ripieno di pisellini freschi
Questa settimana abbiamo pensato per voi ad una ricetta primaverile che utilizzasse prodotti del nostro meraviglioso territorio. Qualche giorno fa, abbiamo avuto la fortuna di poter assistere alla ricerca di tartufi nelle campagne aretine, è stata un’esperienza sorprendente . I nostri boschi racchiudono dei tesori inestimabili, il profumo dei tartufi locali è molto intenso ed il sapore delicatissimo. Li abbiamo abbinati a dei pisellini freschi che in questo periodo è facile reperire presso qualsiasi ortolano della città. Infatti, se decidete di provare questa ricetta non fatevi tentare dai piselli surgelati! Il pisellino appena sgranato non ha confronto, il vostro palato vi sarà grato per il sapore ed il profumo di un prodotto fresco e stagionale. La nostra terra di Arezzo e la sua provincia ci rende molto orgogliose per tutti i prodotti di eccellenza che ci regala e non manchiamo mai di utilizzarli nei nostri piatti. Questa ricetta, per chi è della zona, avrete modo di leggerla anche su “Il settimanale di Arezzo”
Ingredienti per 4 persone:
Per la sfoglia:
3 uova
300 gr di farina 00
1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva
Versare la farina su una spianatoia o in una ciotola, fare un piccolo cratere al centro ed unirvi le uova e un cucchiaino di olio etra vergine di oliva
.
Impastare bene sino a che non avrete una bella pasta liscia. Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare per mezz’ora.
Tirate la sfoglia con un matterello o con una macchinetta. Lo spessore dipende molto dai vostri gusti ma noi vi consigliamo di tirarla abbastanza sottile.
Per il ripieno:
300 gr di piselli freschi sgranati (saranno circa un kg con la buccia)
300 gr di ricotta freschissima
70 gr di parmigiano reggiano
un cipollotto rosso fresco
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 uovo
sale
In una padella calda mettere l’olio ed il cipollotto fresco tritato, dopo pochi minuti, quando sarà rosolato unire i pisellini freschi. Far cuocere un massimo di cinque minuti. Aggiustare di sale e frullare il tutto.
Quando il composto sarà raffreddato mescolatelo con la ricotta, il parmigiano e l’uovo. Far riposare la farcia per un quarto d’ora in frigo prima di usarla per riempire i vostri ravioli.
Usate un cucchiaino di composto per ogni raviolo e saldate la pasta semplicemente con la rotellina dentata o lo stampino per i ravioli.
Cuocere i ravioli in acqua bollente salata alla quale avrete aggiunto un cucchiaio di olio. In questo modo eviterete che i vostri ravioli si attacchino fra loro.
Per il condimento:
100 gr di burro di ottima qualità
Tartufo fresco del territorio in mancanza funghi porcini o prugnoli che trifolerete con poco aglio e prezzemolo.
Sciogliere il burro in un padellino facendo attenzione che non diventi scuro, unire metà del tartufo grattugiato. Unite i ravioli cotti fate mantecare per un minuto, prima di servire grattugiate il restante tartufo.
lunedì 29 aprile 2013
Cannelloni con ricotta, carciofi e menta
La stagione dei carciofi sta per terminare, ma ancora se ne trovano di belli nei banchi del mercato. Dovevo quindi sfruttare questi ultimi giorni per preparare qualcosa con questo ortaggio fresco, che adoro!
Il carciofo si adatta in mille modi in cucina, dall’antipasto, ai primi, ai secondi, per non parlare dei contorni o torte salate in cui veramente raggiunge il “top”.
L’idea di oggi non è altro che una rivisitazione dei cannelloni ripieni classici, dove al posto degli spinaci ho aggiunto i carciofi tritati, qualche foglia di menta e un pizzico di zafferano nella besciamella.
La pasta fresca potete farla velocemente da voi, se avete voglia, la ricetta la trovate qui; altrimenti se siete di fretta ma non volete rinunciare a un primo piatto particolare, usate delle sfoglie già pronte, di buona qualità.
Una cosa importante invece è la qualità della ricotta che deve essere freschissima e di mucca.
Il risultato, vi assicuro, è veramente gustoso e tutto da provare!!!
Ingredienti:
8 sfoglie di pasta fresca
5 carciofi
350 gr di ricotta di mucca freschissima
qualche fogliolina di menta
3 cucchiai di Parmigiano grattugiato
1 spicchio d’aglio
1\2 litro di latte
2 cucchiai di farina
100 gr di burro
qualche pistillo di zafferano
Pulite e lavate i carciofi, gettateli in acqua e limone perché non anneriscano. In una padella capiente fate scaldare qualche cucchiaio di olio con lo spicchio d’aglio e, quando è caldo unite i carciofi a fette piuttosto grosse. Salate, pepate e fate andare per qualche minuto, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua se si dovessero asciugare troppo.
Spengete e unite le foglioline di menta spezzettate con le mani.
Passate la ricotta da un colino a maglie fini, aiutandovi con una spatolina.
Mettete i carciofi ormai tiepidi nel mixer e fate andare a velocità media solo qualche secondo, in modo che risulti un composto tritato, ma non troppo fine.
Mescolate il tutto alla ricotta e aggiustate di sale se necessario.
Adesso procedete con la besciamella: in un pentolino fate sciogliere il burro, unite la farina, il latte e mescolate bene per non formare grumi. Unite pochissimo zafferano sciolto in un cucchiaio di latte. Appena si addensa togliere dal fuoco e unire due cucchiai di Parmigiano grattugiato.
Stendete la sfoglia in rettangoli uguali e disponeteli in un piano infarinato.
Disponete un bel po’ di impasto nella parte alta del rettangolo e avvolgete formando il cannellone.
Imburrate una pirofila, mettete sul fondo un paio di cucchiai di besciamella e disponete i cannelloni in file ordinate. Coprite con la besciamella e spolverizzate con l’ultimo cucchiaio di Parmigiano.
Infornate a 180° coprendo la pirofila con carta di alluminio per circa 20 minuti, poi togliete la carta e lasciate ancora per 5 minuti.
lunedì 15 aprile 2013
Gnocchi di ricotta e zafferano con orata e pinoli
Il clima finalmente sta cambiando, la primavera si affaccia prepotente alla porta ed io comincio ad avere voglia di pietanze fresche, leggere e poco impegnative.
Gli gnocchetti che vi propongo oggi, sono la risposta alle mie esigenze.
Profumano di mare grazie alla delicata orata, hanno il colore del sole dato dallo zafferano e il sapore di vacanze perché i pinoli mi ricordano le giornate al mare in pineta!
Nell’impasto ho messo pari dosi di ricotta e patate, e questo dona alla preparazione una consistenza morbida che si scioglie in bocca.
Lo zafferano, di cui io adoro l’aroma, può anche essere omesso se non piace; il piatto rimarrà una delizia!
Adesso basta! Scrivo le dosi e vado al lavoro, altrimenti, con la mente che vaga per i lidi mi è troppo difficile tornare con i piedi per terra…
Ingredienti:
Per gli gnocchi:
250 gr di patate
250 gr di ricotta
Farina q.b.
2 uova
un pizzico o qualche pistillo di zafferano
un cucchiaio di latte
sale
Per il condimento:
1 grossa orata o due piccole
Qualche foglia di salvia
Qualche stelo di erba cipollina
Un rametto di rosmarino
La buccia di un limone non trattato
2 cucchiai di pinoli
Olio evo
Lessare le patate, sbucciarle da calde e schiacciarle con l’apposito attrezzo. Lasciare raffreddare.
Passare al setaccio la ricotta, aggiungerla alle patate e mescolare. Unire le uova una per volta, incorporando bene, salare a piacere.
Stemperare con un cucchiaio di latte lo zafferano e unirlo all’impasto.
Aggiungere la farina un cucchiaio per volta, se necessario,fino a che il composto non è più appiccicoso ma ancora morbido. ( io ne ho messi due e l’ho lasciata piuttosto morbida).
Formare dei salsicciotti con l’impasto e tagliarli a gnocchetti non troppo piccoli. Infarinare e lasciarli ben separati nella spianatoia.
Sfilettare l’orata e ridurre la polpa a pezzettini.
Mettere una padella antiaderente con poco olio al fuoco e fare tostare i pinoli; aggiungere l’orata e saltare pochi minuti a fiamma vivace.
Tritare le erbe aromatiche e aggiungerle nel tegame, spengere la fiamma e unire la scorza grattugiata del limone.
Portare a bollore una casseruola con acqua salata, tuffarci gli gnocchi e appena vengono a galla toglierli con una schiumarola.
Impiattare e condire con il sughetto di orata.
giovedì 14 marzo 2013
Crespelle al radicchio, ricotta e gorgonzola
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Il lunedì mattina è la mia giornata di festa dal lavoro. Oddio….festa…. mi ritrovo con montagne di arretrati di tutta la settimana: panni da stirare, riordinare e se poi è bel tempo…faccio una lavatrice via l’altra!
Però questo lunedì, quando mia figlia stava uscendo per andare a scuola, mi ha detto sulla porta:” mamma, visto che stamani non hai niente da fare, mi cucini qualcosa di speciale a sorpresa?!”
Dopo queste parole, mi sono sentita subito autorizzata a tralasciare alcune delle faccende domestiche (che mi attenderanno in settimana) e a passare un paio d’ore in cucina, dove peraltro sto molto volentieri.
Dovendo cercare di accontentare i gusti di Elena, mi sono indirizzata verso l’infallibile crespella, uno dei suoi piatti preferiti, cercando di sbizzarrirmi con un ripieno diverso dal solito.
Sono uscite dal forno queste crespelline con radicchio Trevisano, gorgonzola e ricotta di pecora e, parafrasando una nota pubblicità… è stato un piacere “ vincere facile!!!”.
Ecco la ricetta:
Ingredienti:
Per le crespelle:
2 uova
60 gr di farina 00
25 gr di burro fuso
1 bicchiere di latte
sale
Per la farcia:
1 cespo di radicchio Trevisano
150 gr di gorgonzola dolce
150 gr di ricotta di pecora
50 gr di burro
2 cucchiai di Parmigiano grattugiato
Sbattere insieme uova, burro fuso, farina, latte e un pizzico di sale per qualche minuto e poi lasciare riposare in frigo per 20 minuti.
Lavare il radicchio e tagliarlo a striscioline sottili. Metterlo in una padella con poco olio e farlo appassire qualche minuto. Salare e pepare, aggiungere il gorgonzola a dadini e farlo sciogliere mescolando.
Togliere dal fuoco e unire la ricotta, amalgamando il tutto.
Scaldare un padellino antiaderente e creare con la pastella 8/10 crespelle, impilandole in un piatto man mano che sono pronte.
In un piano di lavoro stendere una crespella, disporre al centro una generosa cucchiaiata di farcia e chiudere a pacchetto.
Disporre le crespelle in una pirofila imburrata e cospargerle di parmigiano grattugiato e fiocchetti di burro.
Gratinare sotto il grill del forno per 15 minuti.
giovedì 17 gennaio 2013
Gnocchi di topinambur con cuore di scamorza fondente
Chi di voi non ha mai adoperato i topinambur alzi la mano! Fino alla scorsa settimana sarei rientrata in questa categoria, li vedo sempre al supermercato ma, quelle radici bitorzolute, non hanno mai attratto la mia attenzione di donna prettamente carnivora.
L’altro giorno invece, mentre passavo mi è venuto un flash, se provassi a farci degli gnocchi?
Ne ho presi un bel chiletto abbondante e mi sono precipitata a casa, prima che la voglia di sperimentare mi passasse del tutto. A dir la verità prima che mio marito rientrasse e dicesse che, proprio un altro esperimento non ce l’avrebbe fatta a reggerlo!
Insomma li ho lessati a vapore e assaggiati: sorpresa, sono buonissimi! sanno di carciofo che è una delle mie verdure preferite.
Armata di questa bella notizia gli gnocchi sono stati impastati con solerzia, cotti e mangiati a tempo di record . Così velocemente che mi è rimasta la voglia, hanno un sapore delicato e quel ripieno filante è goduriosissimo.
Io li riprovo, e voi? mi fate compagnia?
P.S.: sono piaciuti anche all’uomo che non ama gli esperimenti!!
Ingredienti:
1 kg di topinambur
1 uovo
100 gr di parmigiano reggiano grattugiato
200 gr di scamorza fresca tagliata a cubetti piccoli
20o gr di farina circa ( dipende molto da quanta acqua hanno assorbito in cottura i topinambur)
1 pizzico di sale
per il condimento:
100 gr di burro salato
100 gr di noci sgusciate
parmigiano reggiano grattugiato
Procedimento: lavare e cuocere a vapore i topinambur per circa 20 minuti, fate una prova con una forchetta per sentire se sono cotti. Ancora caldi sbucciateli e passateli, potete anche frullarli.
Fate raffreddare il composto e dopo aggiungete il parmigiano, l’uovo, il pizzico di sale e la farina. Dovete ottenere un impasto morbido ma che non si attacchi alle dita, il quantitativo di farina da adoperare in questo caso è molto indicativo.
Dividete l’impasto in 5 parti e con ognuna di esse fate dei salamotti con un diametro di circa un centimetro.
Tagliateli della lunghezza di due cm, con il pollice fate una fossetta, inserite un cubetto di scamorza e formate una pallina. Procedere così fino alla fine dell’impasto.
Bollire in acqua salata con un cucchiaio di olio per 3 minuti, non verranno a galla come gli gnocchi normali perchè la scamorza è più pesante.
Nel frattempo preparate un condimento velocissimo facendo sciogliere in un padellino del burro salato e facendovi saltare delle noci tritate grossolanamente con le mani.
Condire gli gnocchi e spolverare con del parmigiano . Servire caldissimi e la vostra scamorza filerà in modo irresistibile.
lunedì 14 gennaio 2013
Bucatini alla gota e carciofi
Nella classifica dei miei piatti preferiti, al primo posto ci sono sicuramente i dolci, ma seguiti, subito a ruota, dal variegato mondo dei primi. Tra questi poi, tutto quello che è pasta lunga, mi delizia anche condita con un giro di olio buono.
Il piatto che vi propongo oggi è di una semplicità estrema, ma il gusto, vi assicuro, lascerà in voi la voglia di riproporlo in tavola prima possibile.
La parte grassa e saporita che ho usato è il guanciale, detto gota in toscana, che è la parte del maiale che va dal muso al collo. Molto grassa ma saporitissima, è ottima mangiata affettata sottile con una bruschetta di pane toscano o nei sughi come la famosa Amatriciana.
In questo caso il sugo è in bianco, la croccantezza del carciofo si unisce alla morbidezza della gota, saporita, che si scioglie in bocca….tutto da provare!
Ingredienti per 4 persone:
350 gr di bucatini
150 gr di gota affettata piuttosto sottile
4 carciofi morelli
50 gr di parmigiano grattugiato
Pepe
Pulire bene i carciofi togliendo le foglie esterne più dure e lasciando solo un pezzetto di gambo e immergerli in acqua acidulata con succo di limone.
Portare ad ebollizione abbondante acqua salata per la pasta e buttate i bucatini.
In una padella antiaderente mettere la gota tagliata a striscioline e farla cuocere pochi minuti nel suo grasso. Aggiungete i carciofi affettati sottili e i gambi a rondelle e farli andare a fuoco vivace qualche minuto.
Aggiungere il parmigiano e un mestolino di acqua di cottura della pasta, in modo che si formi quasi una crema.
Scolare i bucatini molto al dente e finirli di cuocere nel tegame del sughetto, aggiungendo se necessario altra acqua di cottura della pasta.
Servire subito, spolverizzando con abbondante pepe nero macinato al momento.
giovedì 20 dicembre 2012
Crespelle alla farina di castagne con cavolo nero, pecorino di fossa e scorzetta di arancia
Questo è l’ultimo post di quest’anno. Non aspettiamo la fine del mondo decretata dai Maya ma, da brave scolarette, ci prendiamo qualche giorno di vacanza prima di Natale. Vi facciamo i nostri più cari auguri e vi ringraziamo per l’affetto con il quale ci seguite.
Questo primo piatto è stato pensato per un pranzo di Natale che fosse elegante ma allo stesso tempo famigliare e salutare. Questi ingredienti così abbinati danno un risultato gustossimo e conquisteranno anche gli scettici della verdura e della farina di castagne.
Crespelle con farina di castagne al cavolo nero e pecorino di fossa
Ingredienti per le crespelle:
60 gr di farina di castagne
60 gr di farina 00
4 uova
400 ml di latte
50 gr di burro fuso freddo
un pizzico di sale
Procedimento:
Fare una pastella miscelando le due farine, unendo le uova, il burro fuso, il sale e diluendo con il latte. Quando il composto sarà omogeneo coprire e lasciar riposare per una mezz’oretta.
Scaldare un padellino leggermente unto di burro e friggere le crespelle.
Ingredienti per il ripieno:
2 mazzi di cavolo nero
500 gr di ricotta di mucca freschissima
50 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di pecorino di fossa grattugiato (+50 gr per la gratinatura)
la scorza di due arance bio
30 gr di burro per gratinare
Procedimento:
Sfilare il cavolo nero togliendo le coste dure al centro e metterlo a lessare in acqua fredda salata.
Una volta cotto strizzarlo bene e sminuzzarlo, mescolarlo con la ricotta, i formaggi e la scorza di arancia.
Farcite le crepes, piegate a ventaglio e ponete sopra ad ognuna un fiocchetto di burro e una grattugiata di pecorino di fossa.
Far gratinare in forno.
giovedì 29 novembre 2012
Tagliatelle al ragù bianco di cappone e tartufo
Si avvicina il periodo natalizio e nella nostra testa cominciano a prendere forma i menù che proporremo alle nostre famiglie.
In casa nostra non ci discostiamo mai troppo dalla tradizione e gli ingredienti protagonisti dei nostri pasti sono più o meno invariati da generazioni. Il cappone è uno di questi, immancabile il brodo fatto con quest’ultimo dove cuocere i tortellini.
Non tutti però, si sa, amano le minestre in brodo ed allora ho pensato di fare un primo piatto asciutto che valorizzasse questo ingrediente al massimo.
Armata del favoloso coccio regalatomi da Nuccio Gatto del Blog di Max mi sono accinta a fare un sugo in bianco arricchito da profumatissimo tartufo nero che, devo dire, ha conquistato tutti.
Ho sfumato il sugo con della birra al posto del vino che ha lasciato il gusto delicato di questa carna bianca molto delicata.
Vi consiglio di provarlo e, se avete voglia, fatemi sapere se vi è piaciuto!
Tagliatelle al ragù bianco di cappone alla birra e tartufo
500 gr. di tagliatelle
1cappone da circa 1,8kg
1 dl di olio extra vergine di oliva
200 ml di birra
2 carote
2 coste di sedano
2 cipolle
2 chiodi di garofano
1 ciuffo di prezzemolo
1 foglia di alloro
150 gr di prosciutto non troppo magro
2 tartufi neri delle dimensioni di due piccole albicocche
sale
pepe nero
1 noce di burro
Procedimento:
Disossare il cappone, porre la carcassa a bollire in acqua insieme ad una carota, una costa di sedano, un cipolla, un ciuffetto di prezzemolo, sale e due chiodi garofano. Io uso sempre la pentola a pressione per questa operazione ed impiego circa 40 minuti dall’inizio del fischio.In un tegame preferibilmente di coccio mettere l’olio extra vergine di oliva ed il prosciutto tritato. Non appena l’olio si riscalda unire le verdure rimaste tritate. Far cuocere il soffritto per almeno 30 minuti a fiamma molto bassa. Le verdure devono divenire morbide.
Nel frattempo tagliare la carne di cappone a pezzettini piccolissimo con il coltello.
Unirla al soffritto e farla rosolare per una mezz’ora dopodiché a fiamma piuttosto viva versare la birra.
Unire la foglia di alloro.
Quando il sugo si sarà riasciugato allungarlo con il brodo preparato precedentemente, aggiungendone un mestolo alla volta.
Protrarre la cottura a fiamma bassa per almeno 3 ore, il cappone deve diventare tenerissimo.
Aggiustare di sale ricordandovi che avete adoperato il brodo già salato, dare una generosa spolverata di pepe nero macinato al momento.
Mettere a bollire l’acqua e cuocerci le tagliatelle al dente.
Ripassatele nel sugo al quale avrete aggiunto una noce di burro.
Grattugiarvi sopra il tartufo a lamelle e servire immediatamente.
giovedì 5 luglio 2012
Tagliatelle all’aneto con salmone e cipollotto fresco
L’amore per la pasta fatta in casa fa parte della mia vita da sempre.
Nei giorni di festa non mancavano mai nella nostra tavola, ravioli, tagliatelle, pappardelle, rigorosamente fatti a mano.
Oggi, nonostante la realizzazione sia stata semplificata grazie all’aiuto di strumenti di cui non potrei più fare a meno, il rituale della pasta fresca la delego sempre ai giorni di festa, perché comunque, nel mio cuore, un piatto come questo dovrebbe essere gustato durante una giornata di relax.
E qui, purtroppo per me cominciano le dolenti note, che solo chi ha un’attività in proprio al commercio può comprendere.
Le giornate di relax sono sempre meno, le domeniche di aperture straordinarie sempre di più e il tempo per il mio hobby preferito lo devo staccare con unghie e denti da altre cose altrettanto importanti.
Ma non importa, il mio motto è: “volere è potere” e quindi… ecco qua ciò che è venuto fuori da una sporadica domenica di ozio.
Ingredienti:
300 gr di farina 0
3 uova
2 cucchiai di aneto fresco sminuzzato
300 gr di salmone fresco in tranci
100 gr di salmone affumicato
2 cipollotti freschi
1/2 bicchierino di vodka
una noce di burro
olio, sale, pepe.
Formare la fontana con la farina, mettere nel centro le uova, un pizzico di sale e i due cucchiai di aneto.
Impastare bene il tutto e lasciare riposare la palla di pasta per una ventina di minuti.
Tirarla bene in una sfoglia, a me piace non troppo sottile, e formate le tagliatelle della misura che preferite. Lasciatele da una parte cosparse di farina.
Togliete al salmone fresco la pelle e le eventuali lische e tagliatelo a dadini.
Tagliate a striscioline il salmone affumicato e affettate sottilmente i cipollotti.
Mettete al fuoco una larga padella con olio evo e la noce di burro, aggiungere il salmone fresco e fare andare a fuoco vivace qualche minuto, sfumare con la vodka e fare evaporare.
Nel frattempo fate cuocere per pochi minuti le tagliatelle, in abbondante acqua salata.
Unire al sugo di salmone, le tagliatelle e il salmone affumicato e fare mantecare bene il tutto, aggiungendo se necessario un po’ di acqua della pasta.
Impiattare spolverizzando aneto e servire subito..
giovedì 7 giugno 2012
Maltagliati con fave e pecorino
Tra i piatti freddi più gettonati e golosi di questo periodo di inizio estate, c’è sicuramente il classico Pecorino e fave o, come le chiamiamo noi ad Arezzo “ i baccelli “.
E’ un abbinamento che richiama alla mente pranzi e cene in giardino o i primi pic-nic della stagione, accompagnati rigorosamente da una bella fetta di pane toscano e olio d’oliva buono.
Nella ricetta che propongo oggi, i due ingredienti bucolici li ho accostati a dei maltagliati fatti in casa, con la sfoglia tirata un po’ alta, bella porosa, che nella mantecatura finale in padella raccoglie e trattiene tutti i profumi e i sapori degli ingredienti.
Non ero troppo sicura dell’apprezzamento, tra i miei familiari, della nuova veste dei tanto amati baccelli ma, fortunatamente, il piatto che ne è uscito fuori, è andato letteralmente a ruba e mi hanno già prenotato il bis, prima che nell’orto finiscano questi deliziosi, rinfrescanti ma effimeri legumi.
Ingredienti:
Per la pasta fresca:
300 gr di farina 0
3 uova
1 cucchiaio di olio di oliva
Per il condimento:
400 gr di fave o baccelli
250 gr di pecorino fresco
1 spicchio d’aglio
olio evo, sale e pepe.
Formate una fontana con la farina, mettete al centro le uova, l’olio e impastate bene, finche non diventerà una palla bella elastica. Lasciate riposare.
Nel frattempo sgusciate le fave e togliete anche la pellicina che le avvolge. Fate scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato e quando è imbiondito toglietelo e buttate dentro le fave.
Saltate a fuoco vivace per qualche minuto e tenete da parte.
Tirate la sfoglia non troppo sottile e formate delle strisce che taglierete poi a losanghe irregolari non troppo piccole. Portate ad ebollizione abbondante acqua salata e cuocete la pasta per pochi minuti.
Scolatela al dente e versatela nella padella con le fave che avrete rimesso sul fuoco.
Saltare per un minuto e unire il pecorino tagliato a dadini. Portare subito in tavola.
venerdì 25 maggio 2012
Tortiera di patate alla caprese
Oggi un post in edizione speciale!! Domenica ci sarà un bellissimo evento proprio qui vicino a casa nostra; la ditta BergHOFF leader nella creazione di oggetti di design per la cucina, insieme al nostro super chef Shady Hasbun saranno a Bucine (Ar) presso il negozio Effe Emme 129 per presentare un fantastico show cooking.
Oltre ad essere un bellissimo evento, per voi lettori di questo blog c’è in più un’altra sorpresa: stampando la ricetta di oggi avrete, in quell’occasione, uno sconto del 20% sui prodotti BergHOff che acquisterete!
L’evento avrà inizio alle ore 15 presso il negozio Effe Emme 129, in via Roma 55 a Bucine provincia di Arezzo. Vi lascio anche il volantino e vi aspetto numerosi con la speranza di conoscervi!!
Adesso passiamo alla nostra ricetta di oggi che, ci tengo a precisare, è stata eseguita su idea e sotto la direzione del mio piccolo Pierpaolo.
Si è svegliato con la voglia di gnocchi di patate ma non li voleva nella stessa forma di sempre, così abbiamo deciso di farci una specie di lasagna con del pomodoro fresco ed una squisita mozzarella.
Il piatto è veramente da leccarsi i baffi inoltre si presta bene ad essere preparato anche in anticipo. Lo potete servire sia come antipasto che come primo piatto e, se volete renderlo più elegante, vi consiglio di fare delle monoporzioni.
Ingredienti:
500 gr di patate a pasta gialla
farina 00 q.b.
1 tuorlo d’uovo
500 gr di pomodori San Marzano maturi
un bel ciuffo di basilico
3 spicchi di aglio fresco
olio evo
250 gr di mozzarella (fiordilatte o bufala lascio a voi la scelta)
una manciatina di parmigiano Reggiano grattugiato per gratinare
sale
Procedimento:
Innanzitutto mettere a lessare le patate intere e con la buccia in acqua salata, quando saranno cotte sbucciarle e passarle subito allo schiacciapatate. Far raffreddare.
Nel frattempo in una padella fare un sughetto di pomodoro. Mettere l’olio evo, aglio fresco e quando sarà rosolato unire i pomodori tagliati a pezzetti.
Far cuocere a fuoco vivace per circa quindici minuti, regolare di sale e, se vi piace, aggiungere del peperoncino. Infine unire il basilico spezzettato a mano.
Fare l’impasto per gli gnocchi aggiungendo alle patate il tuorlo di uovo e la farina, non lo fate troppo consistente tanto andrà nella teglia senza doverlo bollire. Vi serviranno meno di 100 gr di farina.
Dividere l’impasto degli gnocchi in due parti, stenderlo della dimensione della pirofila che avremmo imburrato. Fare uno strato con l’impasto di patate, mettere sopra il pomodoro, la metà della mozzarella fatta a pezzetti, infine ripartire con lo strato di patate. Procedere fino a completare con una spolverata di parmigiano.
Infornare a 180° per 15/20 minuti.
lunedì 19 marzo 2012
Ravioloni con broccoli e Asiago
La pasta fatta in casa mi riporta coi ricordi all’infanzia, quando mia nonna, tutte le domeniche aveva la piacevole abitudine di tirare fuori spianatoia, mattarello, uova e farina e iniziava quel magico rituale con gesti energici e sicuri.
Per me e mia sorella era un momento speciale e facevamo a gara a chi doveva girare la manovella della vecchia Imperia.
Sono passati molti anni ma la magia della sfoglia mi cattura sempre e malgrado i ritmi di vita piuttosto frenetici, trovo sempre il tempo per farla, magari cercando dei ripieni particolari e abbinamenti nuovi.
Questa volta ho usato i broccoletti con un buonissimo Asiago e devo proprio dire che sono risultati ancora migliori dell’aspettativa……provateli!
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di broccoli
3 uova
400 gr di farina
1 cucchiaio di olio
150 gr di Asiago
50 gr di parmigiano grattugiato
100 gr di pancetta
1 spicchio d’aglio
sale, pepe, peperoncino.
Formate con la farina una fontana e unite le uova e il cucchiaio di olio. Impastate il tutto (se avete la planetaria è un attimo!) fino a che non diventa un composto bello elastico.
Lasciate riposare per una mezz’ora, intanto lessate al dente i broccoli e mettete una metà nel bicchiere del mixer. Aggiungete sale pepe e frullate.
Unite il parmigiano e l’Asiago a dadini piccoli e mescolate bene.
Tirate la sfoglia e dividetela in strisce, disponete una cucchiaiata di composto ad intervalli regolari, coprite con un’altra striscia di pasta e formate i ravioli.
Io li ho tagliati piuttosto grandi con un bel po’ di ripieno dentro, ma potete farli come più vi piacciono.
Tagliate a dadini la pancetta e fatela saltare in padella con olio e peperoncino; tritate grossolanamente i restanti broccoli con il coltello e aggiungeteli alla pancetta. Aggiustate di sale.
In una pentola capiente, portate a bollore l’acqua salata e lessate i ravioloni.
Appena cotti, versateli nella padella con i broccoli e pancetta, insieme a due cucchiai di acqua di cottura.
Saltate un minuto a fuoco vivace e servite.


