lunedì 18 aprile 2011
Ravioloni ricotta e marzolino
Purtroppo per me, come altre volte vi ho confessato, adoro qualsiasi tipo di formaggio.
In questo periodo, nei banconi della gastronomia, si trova in bella mostra un pecorino fresco e profumato: il MARZOLINO.
Che dite, sarò riuscita a resistere?….No!!! Me ne sono comprata una bella forma!
Mi è poi venuta voglia di riempirci i ravioloni fatti in casa, aggiungendo anche la ricotta fresca di pecora e il risultato è stato veramente gustoso.
Ingredienti per 4 persone:
Per la sfoglia:
400 gr di farina 00 del Molino Chiavazza
4 uova
300gr di ricotta di pecora
200 gr di Marzolino (o altro pecorino fresco)
Per il sughetto:
3 zucchine
300 gr di pomodorini ciliegia
100 gr di Marzolino
1 spicchio d’aglio
Olio, sale e pepe.
Preparate la sfoglia con la farina, le uova e un pizzico di sale.
Lavorate bene gli ingredienti fino a formare una palla liscia ed elastica che farete riposare.
Mescolate la ricotta passata al setaccio con il Marzolino grattugiato con l grattugia a fori larghi.
Salate e pepate.
Tirate la sfoglia non troppo sottile e posizionate l’impasto per formare dei ravioli piuttosto grossi.
Affettate nel senso della lunghezza le zucchine e dividete in due i pomodorini strizzando via un po’ del liquido e dei semini.
Soffriggete lo spicchio d’aglio in abbondante olio e unitevi le zucchine e i pomodorini finché non saranno appassiti,salate e pepate.
Lessate i ravioloni in abbondante acqua salata e saltateli in padella con le verdure.
Prima di portarli in tavola spolverizzateli con abbondante Marzolino grattugiato.
giovedì 14 aprile 2011
Rotolo con fragole
I dolci sono la parte più divertente della mia passione culinaria, soprattutto perché, marito e figlia apprezzano e spazzolano anche i miei esperimenti più azzardati….purché dolci!
Quando la mia amica Antonella ha presentato in tavola questo rotolo, per mia figlia Elena è stato amore a primo morso…ed è volato in pole position nella sua classifica dei dolci preferiti.
Nel frattempo ho cucinato altre torte, ma ogni volta mia figlia diceva:”buono eh? ma quello con le fragole era meglio!!!” e la mia autostima scendeva pericolosamente!!
Con questa premessa non potevo che farmi dare la ricetta di questo rotolino facile e veloce che sono sicura conquisterà anche voi.
Quindi un grazie speciale ad Antonella!
Ingredienti:
Per la pasta:
3 uova
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di fecola di patate
1 cucchiaio di farina
1/2 bustina di lievito per dolci
Per il ripieno:
3 uova
3 cucchiai di zucchero
3 hg di mascarpone
3 etti di fragole
2 cucchiai di zucchero
Montate le chiare a neve ben ferma; montate i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina, la fecola e il lievito.
Unire le chiare delicatamente e versare in una teglia (placca del forno) coperta di carta da forno. Infornare a forno caldo a 200° per 7 minuti.
Quando è cotto adagiatelo in un canovaccio bagnato e strizzato e arrotolatelo.
Pulite e tritate le fragole, mettetele in una ciotola con i 2 cucchiai di zucchero e fatele riposare in frigo.
Montate i tuorli con lo zucchero e uniteci il mascarpone. Montate a neve ben ferma le chiare e unitele alla crema con il mascarpone.
Srotolate la base di pasta e spalmatela con la crema, distribuiteci sopra le fragole in uno strato e arrotolate di nuovo.
Formate un salsicciotto ben stretto e tenetelo in frigo per qualche ora.
Se volete, al momento di servirlo, potete spolverizzarlo con zucchero a velo.
lunedì 11 aprile 2011
Panini al latticello e burro
Mi capita di vedere delle ricette e di innamorarmene all’istante, quando ho visto questi panini nel libro di Laurel Evans Buon appetito America! non ho potuto resistere ed ho dovuto rifarli. A mio discapito devo dire di aver fatto una modifica sostanziale, perché mentre nel libro e nel blog sono fatti con il lievito chimico, io ho adoperato il lievito di birra che preferisco di gran lunga. Non contenta li ho anche “impreziositi” in parte con delle noci, in parte con dei semi di zucca e alcuni semplicemente con semi di sesamo e papavero. Il risultato è stato strepitoso e la mia mamma, mia più agguerrita critica, ha apprezzato tantissimo dicendo che erano soffici come nuvole e delicati come brioche.
Vi consiglio, se li preparate, di non dimezzare le dosi, anzi se avete spazio nel freezer di raddoppiarle perché si conservano benissimo e vi assicuro che vi faranno fare un figurone con i vostri ospiti.
Infine vi volevo rendere partecipi della nostra collaborazione con il Molino Chiavazza che gentilmente ci ha omaggiato di una serie di prodotti meravigliosi, siamo particolarmente felici di collaborare con questa azienda perché le loro farine erano già tra quelle che abitualmente adoperiamo ritenendole tra le migliori sul mercato.
Ingredienti:
500 gr farina 00 del Molino Chiavazza
500 gr farina manitoba del Molino Chiavazza
800 gr di latticello ( se non lo trovate preparatelo mescolando 3 parti di yogurt al naturale con una parte di latte e un cucchiaino di succo di limone facendo riposare il tutto per 5 minuti) si trova nei negozi bio
200 gr di burro
60 gr di zucchero
2 cucchiaini di sale
50 gr di lievito di birra
150 gr di noci
100 gr di semi di zucca sgusciati non salati
semi di sesamo
semi di papavero
un uovo
3 cucchiai di latte
Procedimento:
Mettere nella planetaria o sul piano di lavoro la farina ed incorporare il burro freddo a pezzetti fino ad ottenere un composto bricioloso, a questo punto unire il lievito e lo zucchero ed incominciare ad impastare unendo il latticello. Mettere il sale e lavorare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Io ho diviso la pasta in 3 parti. Una parte l’ho messa subito a lievitare. Una parte l’ho impastata con 150 gr di noci tritate e l’altra con 100 gr di semi di zucca sgusciati non salati. Ho messo a lievitare anche quest’ ultime. Dopo circa due ore ho steso gli impasti e li ho ritagliati con una formina rotonda. Li ho disposti su delle teglie ricoperte di carta forno e li ho messi nuovamente a lievitare per circa 50 minuti. Ho sbattuto un uovo con 3 cucchiai di latte e vi ho spennellato i panini. Ho decorato quelli semplici con semi di sesamo e di papavero. Infornare a 200°( forno caldo) per circa 15 minuti.
Far raffreddare su delle griglie.
giovedì 7 aprile 2011
Biscotti alle mandorle
I biscotti in casa mia non mancano mai! Li adoro a colazione col caffè, a merenda vanno benissimo per i bambini, e poi, ghiotti come siamo a fine pasto abbiamo sempre bisogno del “dolcetto”.
Ma soprattutto sono facili e veloci da preparare e, per me che il tempo non è mai abbastanza, “facile e veloce” sono parole magiche!!!
Provate questi, che potrete bagnare nel cioccolato fuso o lasciare semplici secondo i gusti.
Ingredienti:
300 gr di farina
300 gr di zucchero
3 uova
200 gr di mandorle spellate tritate
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina
Sbattere le uova con lo zucchero, sale e vanillina,fino a fare un composto bello gonfio.
Unire la farina e infine le mandorle.
Disporre l’impasto su una teglia , coperta con carta da forno, formando 3 filoncini.
Infornare in forno caldo a 170° fino a che non sono bruniti.
Tagliare i filoncini a fette e infornare di nuovo per 5 minuti.
Una metà provate a intingerli, solo da un lato, in 100 gr di cioccolato fuso e poi lasciateli freddare e solidificare.
lunedì 4 aprile 2011
Tartellette alla crema di mandorle
Oggi è stata la prima vera domenica di primavera e niente poteva essere più adatto a questa giornata di sole dell’arrivo a casa della splendida Simo di A casa di Simo.
Premetto che prima dell’inizio del blog io ero una di quelle molto scettiche nei confronti di facebook e mai e poi mai avrei pensato che vi potessero nascere delle belle amicizie.
Invece a partire da Cristina, Aurelia e Simona ho conosciuto tre donne meravigliose. Amiche che mi sarei scelta anche nella vita reale, che hanno tanto in comune con me, sono sempre pronte al sorriso senza mai perdere il senso della realtà.
Simona è una forza della natura, in un attimo ti osserva e riesce a cogliere tutti gli aspetti della tua personalità. Sia quelli che si prestano ad essere ridicolizzati sia quelli più profondi facendo delle osservazioni che ti lasciano allibita e ti fanno pensare che in realtà lei ti stia studiando da tutta una vita.
Oggi ho conosciuto anche il mitico Santo e la bellissima Alice. Devo dire che Simona è veramente fortunata: la sua è una famiglia perfetta, penso che saranno rimasti sconcertati dal vedere i miei due scatenati che mentre mangiavamo sul terrazzo si inseguivano con il monopattino.
Insomma la famiglia perfettina della Simo vs al famiglia scatenata e chiassosa della Simo pellegrina.
Vi lascio alla ricettina di queste splendide tartellette che ho preparato qualche giorno fa per mio marito, sono un tripudio di sapore e di profumo e vi consiglio vivamente di provarle.
Ingredienti:
Per la frolla:
250 gr di farina 00
160 gr di mandorle pelate
120 gr di zucchero
2 uova
200 gr di burro
2 cucchiai di liquore all’arancia
1 pizzico di sale
Per la crema di mandorle:
250 gr di mandorle pelate
20 gr di mandorle amare ( si trovano nelle drogherie)
200 gr di zucchero
140 gr di scorzette di arancia candite
4 cucchiai di liquore all’ arancia
2 uova
50 gr di burro
Per la preparazione della frolla:
Mettere nella planetaria la farina e le mandorle pelate tritate, unire il burro a pezzetti ed un pizzico di sale. Impastare, unire lo zucchero e le uova. Appena si forma l’impasto smettere di lavorarlo e porre a riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Preparare la crema :
Tritare le mandorle e fare un impasto con la farina di mandorle, le uova, lo zucchero , il burro fuso, i canditi ed il liquore.
Foderare le tartellette e riempirle con il composto. Infornare a 170° per 15 minuti.
mercoledì 30 marzo 2011
Crostini di fegatini di pollo di Pellegrino Artusi
Esattamente 100 anni fa, il giorno 30 marzo del 1911, moriva a Firenze Pellegrino Artusi, gastronomo ed autore de La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Per descrivere questo meraviglioso libro di ricette e non solo, trovo che la descrizione più adeguata sia quella data da Pellegrino Artusi stesso:
“La cucina è bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o avete superato una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.Diffidate dai libri che trattano di questa arte: sono la maggior parte fallaci o incomprensibili….Il miglior maestro è la pratica sotto un esercente capace; ma anche senza di esso , con una scorta simile a questa mia, mettendovi con molto impegno al lavoro, potrete, io spero annaspar qualche cosa”
Il libro dell’Artusi è probabilmente il primo ricettario pratico della cucina italiana, anche considerando il fatto che è stato pubblicato,seppur con scarso successo, per la prima volta nel 1891. A questa edizione ne sono seguite molte altre ed ogni nuova edizione vendeva più della precedente.
Alcune ricette oggigiorno possono essere considerate superate, sia per gli ingredienti sia per il gusto che con gli anni si sono modificati. La maggior parte delle preparazioni invece, ancora oggi sono la base della nostra cucina.
Quando abbiamo scelto come nome del blog le pellegrine Artusi, volevamo giocosamente dare l’idea del nostro pellegrinaggio nei meandri della cucina italiana senza mai però perdere di vista la nostra storia, ovvero quella cucina tradizionale e familiare alla quale siamo comunque molto legate.
In occasione del centenario della morte abbiamo scelto la ricetta più tipica per noi : I crostini di fegatini di pollo che le nostre mamme e le nostre nonne hanno imparato a cucinare anche grazie a Pellegrino Artusi.
Invece della ricetta con ingredienti e procedimento abbiamo deciso di riportare integralmente la ricetta originale del libro:
Sapete già che ai fegatini va levata la vescichetta del fiele senza romperla, operazione questa che eseguirete meglio operando dentro ad una catinella di acqua.
Mettere i fegatini al fuoco insieme con un battutino composto con uno scalogno, o in mancanza di questo , di uno spicchio di cipollina bianca, un pezzetto di grasso di prosciutto, alcune foglie di prezzemolo, sedano e carote, un poco d’olio e di burro, sale e pepe; ma ogni cosa in poca quantità per non rendere il composto piccante e nauseante. A mezza cottura levate i fegatini asciutti e, con due o tre pezzi di funghi secchi rammolliti, tritateli fini colla lunetta.
Rimetteteli al fuoco nell’intinto rimasto della mezza cottura e con un poco di brodo finite di cuocerli, ma prima di servirvene legateli con un pizzico di pangrattato fine e uniteci un po’ di agro di limone.
Vi avverto che questo crostini devono essere teneri e però fate il composto alquanto liquido, oppure intingete prima, appena appena, le fettine di pane nel brodo.
lunedì 28 marzo 2011
La panina unta e la panina gialla: tradizioni pasquali
La panina gialla e la panina unta sono preparazioni tipiche aretine del periodo pasquale. Trattasi semplicemente di pani arricchiti che, da ormai diversi secoli fanno la loro comparsa sulle tavole dei nostri concittadini la mattina di Pasqua. La consuetudine vuole che la panina gialla, preparata con uva passa e zafferano sia mangiata con l’uovo benedetto, mentre la panina unta a cui viene aggiunto strutto e rigatino di maiale si accompagni con il salame.
Inutile dire che sono un ottimo accompagnamento per ogni tipo di salumi ma che sono semplicemente stupende mangiate da sole.
Per la panina unta:
500 gr di farina 0 ( oppure 250 gr 0 e 250 manitoba)
mezzo cubetto di lievito di birra da 25 gr
60 gr di strutto
150 gr di rigatino toscano tagliato a cubetti (il rigatino è la pancetta)
un cucchiaino di sale 2 cucchiaini di pepe
300 ml di acqua tiepida.
Mettere sulla spianatoia la farina e lo strutto e lavorarli brevemente insieme, unire il lievito e l’acqua tiepida e continuare a lavorare. Quando avrete formato una palla unire il sale, un abbondante pizzico di pepe e il rigatino. Far amalgamare bene il tutto e porre in un recipiente coperto a riposare per un paio di ore. Dare la forma di due piccoli pani ( senza rilavorare l’impasto). Far lievitare per altre 2 ore. Infornare a 180° fino a che la superficie diviene dorata. Ci vogliono circa 30 minuti.
Per la panina gialla:
500 gr di farina 0 (oppure 250 gr 0 e 250 manitoba)
12 gr di lievito di birra (mezzo cubetto)
100 ml di olio evo ( o 70 gr di strutto)
1 bustina di zafferano
250 gr di uvetta passa
300 ml di acqua tiepida
60 gr di zucchero
un cucchiaino di sale
Mettere sulla spianatoia la farina e porvi al centro lo zucchero ed il lievito. Sciogliere la bustina di zafferano nell’acqua ed incorporarla all’impasto. Unire olio, sale e uvetta. Fare un impasto liscio e metterlo a riposare in un recipiente coperto per un paio di ore.
Fare 2 panine e porle riposare coperte ancora un paio di ore. Infornare a 180° per circa 30 minuti fino a che non sono dorate.
